Villa Saffi, Forlì

Villa Saffi, ForlìVilla Saffi, Forlì

Inscindibile è il legame del luogo con la figura di Aurelio Saffi, prima Ministro degli Interni, poi Triumviro della Repubblica Romana, uno dei padri del movimento repubblicano. Egli risiedette in questa villa dal 1864 sino al 1890, anno della morte. Accanto a lui la moglie, Giorgina Craufurd, la cui presenza è tanto discreta, quanto forte, importante, incisiva per le vicende private e pubbliche del consorte. Anche Giorgina abitò la villa sino alla morte, avvenuta nel 1911. Spesso fu loro ospite l’amico fraterno, Giuseppe Mazzini, di cui tuttora si conservano in vari ambienti cimeli significativi (il bel ritratto e la foto con dedica a Nina, così Giorgina veniva chiamata in famiglia), o curiosi quali la camicia da notte e le ciabatte da camera, testimonianze di un’affettuosa sodalità e frequentazione.A San Varano visse anche Caterina Orazia (Kate), un’esistenza, la sua, all’ombra della sorella Giorgina e del cognato Aurelio, sino ad essere con loro sepolta. Kate, mazziniana convinta e dedita alla causa italiana, nutrì per Giuseppe Mazzini un’ammirazione senza limiti che, forse, sconfinò in amore. Fra i discendenti ricordiamo il nipote di Aurelio, Aurelio Enrico, che nella villa trascorreva buona parte dell’anno. Laureato in lettere, fu Commissario per l’Accademia di S. Cecilia, fondatore e direttore con Vincenzo Cardarelli della rivista “La Ronda”, amico del pittore Amerigo Bartoli Natinguerra (1890-1971), che spesso risiedette in villa e che dipinse a trompe-l’oeil la cosiddetta stanza del ping pong. I valori che permeavano la famiglia Saffi, nei propri componenti, sembrano trasparire anche dagli ambienti della residenza, dai mobili eleganti ma sobri, dalle numerose stampe, fra cui vari Rosaspina, dai tantissimi volumi collocati nelle librerie poste un po’ in tutti gli ambienti, a testimonianza di un impegno culturale e civico rimasto inalterato nelle generazioni.

Informazioni su Villa Saffi

Via Firenze, 164
47121 Forlì (Forlì-Cesena)
0543712659
servizio.pinacoteca.musei@cofo.it

 Fonte: MIBACT

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