Sito archeologico di Nora, la città più antica della Sardegna

Una proposta di visita agli scavi archeologici di Nora, città romana del Sud Sardegna, in posizione panoramica sul mare, destinazione, da più di 350 anni, della processione in onore di Sant’Efisio.

Nora - Foto di Walkerssk
Nora - Foto di Walkerssk

Sommario

Nora, all’interno del territorio di Pula in Sardegna, non molto distante da Cagliari, è un luogo di grande interesse e suggestione. Colpisce prima di tutto la sua posizione, su un promontorio separato dall’entroterra mediante un istmo. Il promontorio si allarga in due punte, la Punta ‘e su Coloru (Punta del serpente) e la Punta di Coltellazzo, di fronte all’isolotto omonimo.

Guida completa di Nora

Le fonti classiche dicono che Nora è la città più antica della Sardegna e che sarebbe stata fondata da Norace, un eroe proveniente dal Tartesso, la regione identificata con la costa mediterranea della Spagna. Ciò potrebbe essere un riferimento alla fondazione ad opera dei Fenici, i quali andavano in cerca di luoghi costieri riparati, che offrissero loro un porto sicuro, esattamente come la penisola di Nora. Della città fenicia e punica non sono rimaste significative tracce visibili. Si è perso anche il tophet, il cimitero riservato ai bambini. Il tophet di Nora è stato il primo complesso di questo tipo ad essere scoperto in Sardegna alla fine dell’Ottocento. Fu però scambiato per una normale necropoli a incinerazione e pertanto non gli si dedicò l’adeguata attenzione.

Una stele del tophet di Nora riutilizzata nella facciata esterna di Sant'Efisio ©Foto Maria Ilaria Mura
Una stele del tophet di Nora riutilizzata nella facciata esterna di Sant’Efisio ©Foto Maria Ilaria Mura

Ciò che rimane oggi è la Nora romana, una città molto importante e ricca che, per la sua posizione direttamente sul mare, fu progressivamente abbandonata dall’inizio del V sec. d.C. a causa delle incursioni dei pirati e dei Vandali. La chiesetta dedicata a Sant’Efisio, costruita nell’XI sec., è rimasta nel tempo un polo di coesione nel territorio ed è ancora oggi un frequentato luogo di devozione.

La base della statua di Quinto Minucio Pio quattuorviro di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
La base della statua di Quinto Minucio Pio quattuorviro di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

Il Colle di Tanit

All’ingresso degli scavi, sulla destra, c’è il Colle di Tanit, così chiamato per i resti di un edificio identificato come il Tempio di Tanit dal Patroni, che vi scavò all’inizio del Novecento. L’attribuzione deriva dal ritrovamento di una piccola piramide di pietra, oggi perduta, che lo scavatore identificò come parte di una statuetta di Tanit, la divinità femminile fenicio-punica rappresentata con un triangolo sormontato da un cerchio. L’ipotesi di un grande edificio monumentale in questa zona è rafforzata dalla presenza di resti di muri di terrazzamento e di una gradinata. Alla base della collina è ben visibile un gocciolatoio con testa di leone, probabilmente proveniente da questo presunto tempio.

Il Colle di Tanit. In primo piano il gocciolatoio con testa di leone ©Foto Kate Edmunds
Il Colle di Tanit. In primo piano il gocciolatoio con testa di leone ©Foto Kate Edmunds

2 Il Foro di Nora

Proseguendo attraverso la strada romana che passa davanti al Colle di Tanit si arriva al Foro. La forma della piazza è molto regolare, pressoché quadrata. Sono visibili sui due lati i resti del porticato, con le basi delle colonne, e sul lato settentrionale le fondazioni di un edificio, forse un tempio. Al centro della piazza sorgeva una base rettangolare che doveva sorreggere la statua di un personaggio eminente, forse di un imperatore.

Il foro di Nora ©Foto Kate Edmunds
Il foro di Nora ©Foto Kate Edmunds

3 Il Tempio di Nora

Sull’altro lato della strada, sulla destra, si trova un tempio, cui si accedeva mediante una scalinata. La colonna che attualmente si vede faceva parte del pronao, ma è stata rimessa in piedi dallo scavatore in maniera arbitraria. La cella è pressoché quadrata e il pavimento è costituito da un mosaico, frammentario, databile al II-III sec. d.C.

Il tempio di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
Il tempio di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

4 Il Teatro di Nora

Il teatro è uno degli edifici meglio conservati di Nora. La superficie semicircolare dell’esterno è mossa dalla presenza di otto nicchioni quadrati e di tre vomitoria, gli ingressi per il pubblico. A metà della sua altezza originaria, il muro è decorato con una cornice elegantemente modanata.

Sul davanti, dalla strada, si vedono i resti della porticus post scaenam, il porticato appoggiato alla parete che formava lo sfondo della scena del teatro, e l’orchestra, con un pavimento musivo con cerchi. La cavea è composta da undici gradini su cui sedevano gli spettatori.

È stato calcolato che il teatro di Nora potesse contenere 680 persone; da questo dato, e da un’ipotesi di rapporto numerico fra il pubblico che si recava a teatro e la popolazione complessiva delle città, alcuni studiosi hanno supposto che la popolazione di Nora contasse fra i 3.500 e i 4.000 abitanti.

Sotto la scena sono stati trovati quattro grandi orci in ceramica che avevano la funzione di amplificare la voce degli attori. Il marchio di fabbrica di uno di questi orci ed una moneta dell’imperatore Adriano rinvenuta nelle fondamenta hanno permesso di datare il teatro fra il 117 e il 138 d.C.

Il teatro di Nora ©Foto Kate Edmunds
Il teatro di Nora ©Foto Kate Edmunds

5 Il quartiere abitativo di Nora

Superato il teatro, sulla sinistra si trova un isolato di abitazioni. Fra i resti murari si vedono grandi orci interrati, destinati alla conservazione di derrate alimentari e mortai che possono far pensare a laboratori artigianali oppure ad abitazioni con piccola attività produttiva.

Il quartiere abitativo di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
Il quartiere abitativo di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

6 Le terme centrali di Nora

Proseguendo lungo la strada, un corridoio conduce alle terme centrali. Gli ambienti presentano alcuni mosaici geometrici. Sui due lati sono visibili dei peristili, corridoi porticati di accesso alle terme, anch’essi con pavimenti a mosaico. Immediatamente a nord-ovest ci sono i resti di ambienti di età repubblicana, preesistenti alle terme. Uno di questi è stato interpretato come ninfeo, cioè un giardino con decorazioni architettoniche.

L'area delle terme centrali di Nora ©Foto Kate EdmundsL'area delle terme centrali di Nora ©Foto Kate Edmunds

7 Le terme a mare di Nora

Le Terme a mare sono l’edificio termale più importante di Nora. Si tratta di un complesso di circa 50 x 30 metri, con un porticato d’accesso su due lati. Sono ancora visibili le imponenti volte crollate, che in parte sono state spostate nel vicino spiazzo (probabilmente, in età romana, una palestra). Questo complesso era riccamente decorato. Si sono infatti trovati numerosi frammenti di intonaco dipinto a fasce, di lastre di marmo e moltissime tesserine in pasta vitrea che probabilmente formavano mosaici policromi sulle pareti o sulle volte.

L’edificio è databile alla fine del II sec. d.C. Circa due secoli dopo fu riattato con destinazione diversa, probabilmente come presidio militare per proteggere la città dagli attacchi dal mare di pirati e Vandali. In quell’occasione fu spogliato delle sue decorazioni.

Le terme a mare di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
Le terme a mare di Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

8 Le ville di Nora

Dopo aver percorso il viale alberato, ci troviamo in presenza di due abitazioni signorili. La prima è la Casa dell’atrio tetrastilo, così chiamata perché è chiaramente distinguibile l’atrio con le sue quattro colonne e l’impluvium. Attorno ad esso si dispone una serie di vani, alcuni dei quali con pavimenti a mosaico particolarmente raffinati. Essi sono prevalentemente geometrici, ma si trova anche un emblema profilato di nero dove è raffigurata una figura femminile a cavallo di un animale marino. Questo emblema è uno dei rari esempi di mosaici sardi con raffigurazione non geometrica e si data nella prima metà del III sec. d.C. In questa casa è visibile anche una piccola gradinata che doveva condurre ad un piano superiore, ora completamente assente. A Nord della Casa dell’Atrio tetrastilo si estendono i resti di un’altra grande abitazione signorile, in peggior stato di conservazione, con più frequenti interventi di epoca tarda e priva di mosaici.

Il mosaico con emblema dalla Casa dell'Atrio tetrastilo a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
Il mosaico con emblema dalla Casa dell’Atrio tetrastilo a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

9 Il tempio di Esculapio a Nora

L’ultimo edificio importante del percorso archeologico è un complesso di carattere sacro. Posto sulla sommità del promontorio, è disposto su diversi livelli e presenta un ampio spazio antistante. In una connessura del sottofondo del pavimento è stata trovata una moneta costantiniana che permette di datare il complesso al IV sec. d.C..

Ma ci sono tracce di periodi precedenti. Nello stesso sito sono state infatti rinvenute una serie di statuette fittili databili al II sec. a.C., cioè nel periodo romano repubblicano. Le due più grandi raffigurano degli uomini addormentati, di cui uno cinto da un serpente. Sappiamo che nei santuari della divinità salutifera Esculapio era praticato il rito dell’incubazione, cioè del sonno terapeutico presso il tempio, e che il serpente era un animale sacro al Dio. Se siamo ormai sicuri dell’esistenza di un tempio di Esculapio almeno dal ll sec. a.C., non abbiamo tracce certe di un impianto punico più antico. Se è esistito, era probabilmente dedicato a Eshmun, divinità associata alle guarigioni.

Un ambiente del tempio di Esculapio a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
Un ambiente del tempio di Esculapio a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

10 La chiesa di Sant’Efisio a Nora

All’esterno dell’area archeologica, sulla spiaggia di Nora, c’è la bella chiesetta romanica dell’XI sec. d.C., costruita sul luogo del martirio di Sant’Efisio. La Sardegna è particolarmente devota a Efisio da quando, nel 1656, la municipalità di Cagliari invocò la protezione del santo perché liberasse la città da una terribile pestilenza. Da allora, per sciogliere il voto, ogni 1 maggio il simulacro del santo viene portato in processione dall’omonima chiesa di Cagliari fino a Nora.

Il pellegrinaggio dura quattro giorni, due all’andata e due al ritorno, ed è particolarmente partecipato e sentito da tutta la popolazione sarda. La chiesa di Nora è stata in parte costruita con pietre recuperate dall’area archeologica. Non c’è da stupirsi quindi se si vedono iscrizioni romane o stele puniche sulla facciata o nei muri interni.

L'abside della chiesa di Sant'Efisio a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
L’abside della chiesa di Sant’Efisio a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura

11 Informazioni utili sull’area archeologica di Nora

L’area archeologica di Nora si trova nel comune di Pula, a poco più di trenta chilometri da Cagliari. È facilmente raggiungibile dalla città in auto o con i bus di linea, e si trova anche a breve distanza dalle località turistiche della costa sud-occidentale sarda (Santa Margherita di Pula e Chia). È obbligatoria la visita guidata. Il biglietto comprende anche l’ingresso al Museo Archeologico Patroni di Pula.

Per gli amanti della natura, a brevissima distanza dagli scavi c’è il parco lagunare “Laguna di Nora”, dove è possibile effettuare escursioni guidate in canoa e visitare il Centro recupero Cetacei e Tartarughe marine.

12 Nora al Museo Archeologico di Cagliari

Chi volesse completare la propria conoscenza su Nora può trovare presso il Museo Archeologico di Cagliari una selezione di reperti molto significativi. Il più noto è probabilmente la stele fenicia dell’VIII sec. a.C. che reca la più antica testimonianza scritta della parola Sardegna, nella forma shrdn. Nell’ambito delle iscrizioni, è esposta anche quella del quattuorvir Quinto Minucio Pio, proveniente dal foro, che attesta per Nora lo stato giuridico di municipium, cioè di città di diritto romano.

Infine, sono esposte anche le statuette votive provenienti dal tempio di Esculapio e alcuni corredi funerari con oggetti di pregio, fra cui ceramiche attiche.

La stele fenicia con la più antica attestazione (nella terza riga) della parola Sardegna a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
La stele fenicia con la più antica attestazione (nella terza riga) della parola Sardegna a Nora ©Foto Maria Ilaria Mura
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