Sant’Ambrogio a Milano con gli Oh Bej! Oh Bej!

E' uno degli appuntamenti fissi dell'inverno meneghino, la fiera degli Oh Bej!Oh Bej!, il mercatino prenatalizio di origini antiche che, in occasione della festa di Sant'Ambrogio a Milano, si svolge dal 7 al 10  dicembre.    

Mercatini Oh Bej Oh Bej a Milano ©Foto Milanotime.netMercatini Oh Bej Oh Bej a Milano ©Foto Milanotime.net

Il nome, che in dialetto, significa Oh Belli!Oh Belli!, sembra derivi dalle esclamazioni di meraviglia dei bambini milanesi, quando, nel 1510, videro i doni portati dall’inviato pontificio Giannetto Castiglioni, incaricato dal papa Pio IV di riaccendere la devozione della città verso i santi Lazzaro e Maurizio.

Giunto alle porte di Milano, e temendo un’accoglienza fredda da parte di un popolo che non aveva mai espresso forti simpatie per il papa, Castiglioni decise di sfruttare la ricorrenza del 7 dicembre (data dell’elezione a vescovo del patrono Ambrogio, nel 374), facendo preparare una grande quantità di regali da distribuire ai bambini, durante l’ingresso in città. L’iniziativa ebbe un successo grandissimo e un corteo festante lo accompagnò fino alla Basilica di Sant’Ambrogio.

Un’altra teoria sull’origine del nome oh bej! oh bej! parla invece di un’etimologia ben più spartana: questo sarebbe stato il motto, l’urlo per attrarre, degli ambulanti dietro ai banconi di vendita, per sottolineare la bontà della propria merce.
Tra leggenda e realtà, gli oh bej! oh bej di Milano continuano ad essere, di anno in anno, un appuntamento classico ed irrinunciabile del panorama popolar-culturale meneghino.

Mercatini Oh Bej Oh Bej a Milano ©Foto UrbanlifeMercatini Oh Bej Oh Bej a Milano ©Foto Urbanlife

Da allora, la fiera degli Oh Bej!Oh Bej! ha sempre riscaldato l’Avvento dei milanesi, e il dedalo di bancarelle che, in origine proponeva soprattutto generi gastronomici, come mostarde, castagnaccio, e firòn (castagne abbrustolite al forno, bagnate con vino bianco e infilate in lunghi spaghi), continua a sedurre gli occhi e il palato di cittadini e turisti. Oggi propone anche prodotti d’artigianato, dolciumi, antiquariato e curiosità. Fino a qualche anno fa (2016) si svolgeva nella zona adiacente la Basilica dedicata al Santo e che occupa oggi la zona del Castello Sforzesco.

In tutta la zona il profumo dominante era quello dei firòn: castagne fatte affumicare al forno dopo essere state bagnate nel vino bianco e infine infilate in lunghe “collane” di spago, per lo più in arrivo dalla provinicia di Cuneo. Oggi le numerose bancarelle vendono di tutto un po’: da oggetti di antiquariato a bigiotteria, a dolciumi, fino a libri antichi e cianfrusaglie varie che fanno la gioia soprattutto dei bambini.

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