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Piatti tipici piemontesi, dai tartufi alla paniscia

Robusta e terragna, la cucina tipica piemontese testimonia fedelmente l’anima di una regione che non ha sbocchi al mare.

Anna Bruno
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Anna Bruno
Anna Bruno è giornalista professionista, specializzata in viaggi, food, musica e tecnologie. Ha iniziato la sua carriera come cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno e da...
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I sapori del suo cuore collinoso -Langhe, Roero, Monferrato- sono declinati dai tartufi; dalle paste ripiene, come gli agnolotti al plin cotti al vapore; dalle carni bovine, come quelle di razza Fassone, con le quali si cucinano stracotti e bolliti accompagnati dal bagnet verd, sapida salsa verde. Da province risicole come quelle di Novara e Vercelli arrivano antiche ricette, come la paniscia di riso, le rane fritte o l’oca in tegame. E dalle pendici del Monte Rosa, tipici sapori montanari, come polenta, tome, selvaggina, trote del Sesia. Curioso infine il fatto che la specialità regionale per eccellenza, la bagna caoda, sia realizzata prendendo in prestito dalla Liguria un sapore come le acciughe.

Capitolo importantissimo è quello dei vini: ci troviamo nella patria di nettari corposi, dal tratto robusto e maschio, che ben accompagnano stracotti, e brasati e che sono stati tra i primi a dare lustro alla moderna enologia italiana: Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo, e molti altri.

Buoni indirizzi, a Torino, sono il ristorante Sotto la Mole, centralissimo, dove non è difficile incontrare gente di cinema durante i festival cinematografici (nella Mole ha sede anche il Museo del Cinema), e dove si possono gustare squisitezze, come “agnolotti alla piemontese con sugo d’arrosto”; Il Diplomatico, in corso Vittorio Emanuele, coi suoi brasati al Barolo; oppure Il Vigna Reale, con raffinati menù degustazione, che schiudono piccoli viaggi del gusto regionale. Ad Asti, c’è L’Angolo del Beato, il luogo ideale per concedersi la bagna caoda, freschissime giardiniere o il tortino di patate e funghi. Mentre a Barbaresco, nel cuneese, spicca Antiné, col suo petto d’oca marinato e la lingua di vitello in salsa verde.

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Anna Bruno è giornalista professionista, specializzata in viaggi, food, musica e tecnologie. Ha iniziato la sua carriera come cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno e da oltre venticinque anni racconta il turismo in Italia e nel mondo. È cofondatrice di FullPress Agency, agenzia di comunicazione e Digital PR, e direttrice responsabile di FullTravel.it, VerdeGusto e altri due magazine editoriali. Autrice dei libri Digital Travel e Digital Food (Flaccovio Editore), lavora come consulente e docente per enti, destinazioni turistiche e operatori del settore. È delegata per il Sud e le Isole dell’associazione giornalistica Italian Travel Press (ITP).
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