Parco del Pollino, cosa vedere tra natura e borghi pittoreschi

Il parco Nazionale del Pollino tra borghi pittoreschi, natura incontaminati e luoghi sospesi nel tempo.Ecco come arrivare e cosa fare nel parco del Pollino.

Parco Pollino
Parco Pollino

Quando si parla del “Pollino” e del suo “Parco Nazionale“, l’immaginario si arricchisce di paesaggi naturalistici. Un’associazione assolutamente corretta anche se, incompleta. Storia, cultura, tradizioni, completano il quadro di quest’oasi, tanto bella, quanto inesplorata. Vediamo cosa vedere nel Parco del Pollino, gli itinerari e i percorsi per le escursioni.

Parco del Pollino cosa vedere

Il Parco Nazionale del Pollino si estende ai confini fra la Basilicata, l’antica Lucania e la Calabria. Comprende un massiccio montuoso che dal mar Tirreno giunge fino allo Ionio, interessando circa duecento mila ettari di superficie. Sul versante lucano, meta del nostro viaggio, le montagne presentano un’altitudine oscillante fra i mille e i duemila metri.

Il Pino Loricato

E’ questo il regno del “Pino Loricato“, simbolo del Parco. La traduzione letteraria del suo nome scientifico è “Pelle bianca” dal colore che assume il tronco secco, quando perde la corteccia. Il pino loricato è un esemplare floreale che, in Italia, è presente solo in quest’area. In particolare è radicato fra il Monte Alpi e Serra la Spina. Cresce lì dove la vegetazione è ostacolata dalle condizioni climatiche e, vive a lungo, anche mille anni. Per questo presenta forme strane con rami a mo’ di baluardo, per resistere alle raffiche di vento.

Pino Loricato, Pollino - ©Archivio APT Basilicata
Pino Loricato, Pollino – ©Archivio APT Basilicata

Parco del Pollino: escursioni

Le escursioni sul Pollino sono ormai mete diffuse presso i turisti naturalisti. Non solo. Sono possibili escursioni a piedi e a cavallo. Data la vastità del parco è consigliabile partire da uno dei piccoli centri del comprensorio.

Rotonda

Rotonda (mt. 580- ab.4011) è uno dei più interessanti del versante lucano. In questo paese, anticamente dominato dai longobardi e dai normanni, il centro storico è ricco di portali lavorati in pietra. Un anziano racconta che una volta, in queste viuzze, si udiva quotidianamente il ticchettio ritmico degli scalpellini locali. Erano rinomati. Oggi questi artigiani sono in via di estinzione. L’emigrazione della prima metà del secolo, le mutate esigenze urbanistiche hanno in parte contribuito.

A Rotonda, ogni anno il 13 Giugno, in occasione della festa di Sant’Antonio, si svolge la “Sagra dell’Abete“. Un faggio di grosse dimensioni viene prelevato e trasportato, con altri piccoli tronchi, da buoi. In seguito è issato nella piazza del paese. In questo posto, come in altri centri del Pollino, si trova più di una “guida turistica”.

Cavallo libero nel Parco del Pollino - Foto di Valter Cirillo
Cavallo libero nel Parco del Pollino – Foto di Valter Cirillo

La Madonna del Pollino

Partiamo. Percorrendo la provinciale n. 28, giungiamo al Convento dedicato a Santa Maria. In queste zone la devozione mariana è molto forte. In particolare, tradizione e fede si mescolano per la festa della Madonna del monte Pollino, non molto distante da questi luoghi, raggiungibile da San Severino Lucano. Nel primo week end di luglio si svolge il pellegrinaggio verso il Monte dove è situato il santuario della Madonna (mt. 1646). La via utilizzata dai pellegrini è inizialmente asfaltata poi sempre più ostica e sterrata.

Parco del Pollino: i rifugi

Ritornando alla meta della nostra escursione che, dal colle dell’Impiso giunge fino alla Gran Porta del Pollino, subito dopo il Convento di Santa Maria, proseguiamo in direzione “Rifugio Fasanelli“, per la strada comunale. Il tempo di una piccola sosta per poi ripartire verso il “Rifugio Colle Ruggio“, posto a 1520 metri di altezza dal livello del mare.

Continuiamo a salire e, a 1500 metri di distanza troviamo il “Rifugio De Gasperi” (mt. 1550). Ci troviamo nel “Piano Ruggio” noto per le ricche e colorate fioriture in primavera inoltrata. Nella stagione invernale è possibile fare dello sci di fondo.

Proseguiamo per pochi chilometri ancora, verso Viggianello (mt. 500-ab.4041) per giungere a Colle d’Impiso (1570 mt.). A questo punto si prosegue a piedi per giungere alla Grande Porta del Pollino. Seguiamo una strada sterrata per poi costeggiare il torrente Frido, in un luogo chiamato “Piano di Vaquarro“. Dopo un lungo tratto, fra sentieri e tratturi, giungiamo nei pressi della sorgente “Spezzavummolo“. Ci troviamo nei pressi del “Passo del Gaudolino“, tra il “Monte Pollino” e la “Serra del Prete“.

Grande Porta del Pollino

Attraversiamo il torrente, verso sinistra, per salire verso i “Piani di Pollino“, dove si trovano ampi prati. Tutt’intorno un paesaggio incantevole: la Serra di Crispo, la Serra delle Ciavole, la Serra Dolcedorme e il Monte Pollino. Dopo un altro tratto di salita si arriva a 1950 metri di altitudine, alla “Grande Porta del Pollino“. Alla nostra vista appare un pino loricato.

Siamo nel cuore del Pollino, nel suo regno. Davanti a noi si presentano prati in fiori, mucche al pascolo, corvi imperiali, in uno scenario incantevole. Nel parco convivono diverse specie animali. Cinghiali, lontre, faine, lepri. Ci è raccontato che qui vive ancora il lupo appenninico, molto tutelato poiché in via di estinzione. Guardandoci intorno ci accorgiamo che i pini adesso sono numerosi, tutti aggrappati alla nuda roccia. Alcuni presentano il biancore del fusto, altri più giovani, la caratteristica corteccia a grandi placche.

Ci troviamo fra la Serra delle Ciavole e la Serra Crispo. Decidiamo di salire ancora. Dalle loro cime è possibile ammirare un paesaggio di una bellezza immensa. E’ una giornata ideale. Scorgiamo in lontananza il mare. Si ha l’impressione di essere sul tetto del mondo, dal quale siamo costretti a scendere.

Pino Loricato, Pollino - ©Archivio APT Basilicata
Pino Loricato, Pollino – ©Archivio APT Basilicata

Il giorno dopo ci segnalano altre escursioni. Tutte richiedono qualche ora di cammino. Si può scegliere di andare a cavallo ma è consigliabile farsi guidare da una guida esperta. E’ difficile dare una definizione del parco del Pollino. Il più grande in Italia per estensione, è un insieme di montagne, piani, dirupi, circhi glaciali, gole, grotte, boschi, faggeti, sorgenti, rifugio di fauna selvatica, habitat di particolari specie floreali, borghi, santuari, conventi, castelli, tradizione, minoranze etniche, costumi e storia. Il Pollino è questo ed altro ancora.

Orsomarso Parco del Pollino - Foto di Valter CirilloOrsomarso Parco del Pollino - Foto di Valter Cirillo

Parco del Pollino: come arrivare

Il periodo migliore per visitare il Pollino è in primavera inoltrata fino all’autunno. In inverno possono essere visitati i centri del comprensorio. In auto: per chi proviene dal nord, A3 Salerno-Reggio Calabria. Uscita Lauria Nord, per l’area del Sinni e Sarmento; Lauria Sud per l’area del Mercure; Mormanno, per l’area del Lao; Castrovillari. Dalla Puglia: SS. 106 Ionica.

L’Appennino lucano si eleva intorno al Parco Naturale del Pollino, e uno dei tanti itinerari che si possono proporre parte da Lauria, all’uscita dell’autostrada A3 Napoli – Reggio Calabria, e porta ad esplorare la parte occidentale del Parco, avvicinandosi alle vette più alte, sul confine tra la Basilicata e la Calabria.

Prendendo la strada statale 19 ci si inoltra verso est in direzione di Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore: i due paesi, divisi da una storica rivalità, furono riuniti all’inizio del Novecento da una galleria ferroviaria avveniristica.

A Castelluccio Inferiore si lascia la statale per giungere, in poco più di una decina di chilometri, a Rotonda, il cuore di questa zona della Basilicata perché ospita gli uffici dell’Ente Parco nazionale del Pollino e il Museo di Storia naturale della Valle del Mercure. Dopo Rotonda si supera il borgo di Viggianello, che si trova alle pendici del Monte Serra, e si entra nella zona in cui l’itinerario assume un interesse quasi esclusivamente naturalistico.

Continuando lungo la strada provinciale per San Severino Lucano, si devia sul tracciato che penetra a sud tra i monti che dividono le valli del Mercure e del Frido, dove si trovano le indicazioni per il Massiccio del Pollino. Si sale fino al colle dell’Impiso (1573 m), punto di partenza di molti itinerari escursionistici, per esempio verso la vetta del monte Pollino (2248 m).

Dall’Impiso la strada conduce nella faggeta, verso il rifugio De Gasperi. Appena entrati nel Piano di Ruggio, grande prateria posta tra i 1500 e i 1600 metri di altitudine, una breve deviazione da percorrere a piedi porta nella valletta di Malvento e al belvedere dal quale si domina la piana di Morano Calabro. Si rientra a Rotonda valicando il col Ruggia, chi volesse invece tornare direttamente a Lauria può continuare diritto fino al fortino borbonico e all’autostrada A3.

Parco del Pollino mappa

Mappa Parco del Pollino
Mappa Parco del Pollino

I Centri Del Comprensorio del Pollino

Basilicata: Calvera; Carbone; Castelluccio Inferiore; Castelluccio Superiore; Castelsaraceno; Castronuovo S. Andrea; Cersòsimo; Chiaromonte; Episcopia; Fardella; Francavilla sul Sinni; Latronico; Lauria; Noèpoli; Rotonda; San Costantino Albanese; San Giorgio Lucano; San Paolo Albanese; San Severino Lucano; Senise; Teana; Terranova del Pollino; Valsinni; Viggianello.

Calabria: Acquaformosa; Aieta; Alessandria del Carretto; Belvedere Marittimo; Buonvicino; Castrovillari, Cerchiara di Calabria; Civita; Eianina; Francavilla Marittima; Frascineto; Grisolia; Laino Borgo; Laino Castello; Lungro; Maierà; Morano Calabro; Mormanno; Mottafollone; Orsomarso; Papasìdero; Plataci; Praia a Mare; San Basile; San Donato di Ninea; Sangineto; San Lorenzo Bellizzi; San Sosti, Sant’Agata di Esaro; Santa Domenica Talao; Saracena; Tortora; Verbicaro.

Centri albanesi del Pollino

Basilicata: San Costantino Albanese o Shen Kostadini; San Paolo Albanese o Shen Pali.

Calabria: Acquaformosa o Firmoza; Civita o Cifti; Eianina; o Puròilo; Frascineto o Frasnita; Lungro o Ungra; Plataci o Pllatani; San Basile o Shen Vasili.

Festa in costume tipico - San Costantino Albanese, Basilicata
Festa in costume tipico – San Costantino Albanese, Basilicata

Parco del Pollino: numeri unici

Ente Parco del Pollino: Tel. 0973/661692; Apt Potenza: Tel. 0971/411839-21812; APT Cosenza: Tel. 0984/76760; APT Matera: Tel. 0835/333541; Assessorato al Turismo Basilicata: Tel. 0971/332601; Assessorato al Turismo Calabria: Tel. 0961/741700 .

Alberghi e Ristoranti Parco del Pollino

Ristorante “La Luna Rossa”- Terranova di Pollino (PZ) Tel. 0973/93254; Ristorante “La Piccola Fattoria”- Episcopia (PZ) Tel. 0973/655072; Albergo “Taverna del Brigante”- San Severino Lucano (PZ) Tel. 0973/576284; “Pollin Park Hotel”- Viggianello (PZ) Tel. 0973/664018; “Locanda di San Francesco”- Viggianello (PZ) Tel. 0973/664384; Hotel “Miramonti” – Rotonda (PZ) Tel. 0973/661682; Azienda Agrituristica “Ka Batit” – Acquaformosa (CS) Tel. 0981/949050; Azienda Agrituristica “Le Sorgenti” – Mormanno (CS) Tel. 0981/80136; Azienda Agrituristica “Piano Martorino” – S. Costantino Albanese (PZ) Tel. 0973/91317.

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Informazioni su Anna Bruno 389 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

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