Osterie di Bologna

Non solo Dotta, Rossa e Grassa, ma anche Bacchica. Chi la conosce bene, Bologna la definisce così. Una città vocata da sempre al culto del vino e dei luoghi in cui questo è elemento aggregante, stimolo alla comunicazione, al divertimento, alla goliardia.

Osteria del Sole, Bologna
Osteria del Sole, Bologna

Tra i tanti locali di Bologna, sono proprio le vecchie osterie (rese famose anche dalle canzoni di Guccini, Dalla, Carboni e altri cantautori) a incarnare l’aspetto più tipico e ruspante di questo culto, nonostante molte abbiano chiuso i battenti sotto i colpi della modernità o siano venute a patti coi fornelli e con la normale ristorazione.

Compromessi a parte, però, andar per osterie a Bologna rimane piacevolissimo e, tra le tante, abbiamo scelto per voi quelle “istituzionali”, locali che i bolognesi conoscono da generazioni e che continuano a frequentare per l’atmosfera, il vino e il cibo di qualità, uniti al piacere della compagnia e dei ricordi.

Partendo da via Altabella, a pochi passi da piazza Maggiore e dall’omonima torre, troviamo subito La Bottega del Vino Olindo Faccioli, il tempio di pregiati nettari emiliano romagnoli. A gestirla è Carlo Faccioli, patron estroverso e cordiale, che con l’aiuto della mamma Marina è riuscito a farne un’enoteca-wine bar di alto livello. Carlo è sommelier professionista e come vuole la tradizione di famiglia, i vini li sceglie personalmente e ne cura l’imbottigliamento, con tanto di etichetta propria. Affascinante è anche la storia di questa Bottega.

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Tutto iniziò nel 1924, quando nonno Olindo impiantò una mescita sotto la Torre degli Asinelli, in una specie di corridoio lungo e stretto, in cui si entrava dalla parte di Strada Maggiore e si usciva su piazza di Porta Ravegnana.

Chi voleva fare il bis doveva tornare all’entrata e rimettersi in fila. Una decina d’anni dopo, il podestà impose il trasloco e nonno Olindo scelse via Altabella, tranquilla e appartata, per continuare a vendere il suo vino. Gli arredi sono rimasti quelli degli anni Venti: scaffali in legno zeppi di bottiglie pregiate, sedie e bancone in stile, una vetrata liberty oltre la quale spuntano pochi tavoli (una ventina i coperti) per cenare.

La Bottega è aperta dalle 18 alle 2 di notte ed è nota anche perché all’ora dell’aperitivo non manca mai sul bancone l’uovo sodo da accompagnare al bicchier di bianco o, secondo certe ultime tendenze, di rosso brioso.

La cucina è tradizionale e gustosa: affettati e formaggi di prima qualità, crescentine fritte, tagliatelle al ragù, tortelli di ricotta al pomodoro e basilico, cotoletta alla bolognese, filetto al formaggio di fossa. Il tutto da accompagnare con Sangiovese Romagnolo, Cabernet Sauvignon dei Colli Bolognesi, Lambrusco di Sorbara Secco e molto altro.

 

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