Napoli sotterranea, visita nel sottosuolo della città

Una visita a Napoli sotterranea nel cuore della città tra cunicoli, gallerie borboniche. Un percorso affascinante nelle viscere della Napoli nascosta. Di Napoli sotterranea costo del biglietto, percorso, gli orari la storia.

Napoli sotterranea, passaggi tra un cunicolo e l'altro ©Foto Massimo VicinanzaNapoli sotterranea, passaggi tra un cunicolo e l'altro ©Foto Massimo Vicinanza

Napoli sotterranea ha una storia nata diversi secoli fa, percorriamola insieme.

Napoli sotterranea storia

Nel 1787 durante il suo viaggio in Italia Goethe scriveva di Napoli: “… sotto il cielo più puro, il suolo più insicuro”, riferendosi al dinamico Vesuvio ad oriente e alla fervida attività eruttiva dei tanti piccoli vulcani nei Campi Flegrei a occidente. Se poi lo scrittore fosse sceso nel sottosuolo napoletano, forse avrebbe parlato della città come di una vera e propria “gruviera”, fatta di tunnel e camminamenti sotterranei, di antichi acquedotti e immense cisterne, e con tante cave di tufo.

Un ingegnere del Comune di Napoli, Guglielmo Melisurgo, nel 1889 percorse tutte le cavità utilizzate per l’acquedotto cittadino, e contò più di cinquemila grotte e duemila pozzi; da quella spedizione ad oggi è stato esplorato meno del 50% del sottosuolo napoletano, per un totale di 638.000 metri quadri fra cave e canali, serbatoi e condotte di epoca greca e romana.

Non si sa chi iniziò a scavare queste cavità, anche se le notizie più antiche risalgono al tempo dei Cimmeri, abili minatori provenienti dal Caucaso che nell’ VIII secolo a.C. popolarono la regione; Plinio il Vecchio e molti altri autori dell’epoca raccontano che i Cimmeri abitavano poco lontano da Napoli, sulle sponde del Lago d’Averno, in grotte e dimore sotterranee chiamate argillae, e vivevano con i guadagni delle loro miniere. Il geografo Strabone invece ci riferisce degli Eumelidi, un popolo che viveva a Neapolis e che si occupava di miniere e di tombe.

Tutte le cavità della Napoli sotterranea, comunque, risalgono a tempi molto antichi e sono state realizzate dall’uomo per l’estrazione del “tufo giallo napoletano”, una eccellente pietra da costruzione. Anche se molti cunicoli diventarono catacombe, antri pagani o acquedotti e le grandi cavità furono adibite a cisterne pluviali e a granai.

Napoli sotterranea dalla seconda guerra mondiale ad oggi

Durante l’ultima guerra mondiale Napoli sotterranea diventò un immenso ed efficace rifugio antiaereo, attrezzato con servizi igienici e illuminazione elettrica. Da 3000 anni e fino all’uso del calcestruzzo armato il materiale per la costruzione delle case napoletane è stato dunque il tufo. Forse i Greci che scelsero questi luoghi per fondare la loro antica Neapolis furono attirati proprio dalle rocce gialle del monte Echia, un piccolo vulcano spento che sorge alle spalle della attuale centralissima Piazza Plebiscito, infatti secondo molti archeologi il tufo usato per edificare la cittadella sul vicino isolotto di Megaride venne estratto proprio da quella montagna.

Al 31 dicembre 1897 furono censite ben 69 cave attive con quasi 2000 operai addetti all’estrazione, e così, mentre nel corso dei secoli in profondità aumentavano i metri cubi di vuoto, in superfice si sviluppava una città in “positivo”, con i suoi palazzi e i suoi castelli. Oggi gli esempi più rappresentativi di come gli architetti napoletani hanno utilizzato il tufo giallo sono il Castel dell’Ovo costruito sull’ isolotto di Megaride, il Castel Sant’Elmo del 1329 sulla collina di San Martino, e il secentesco Palazzo di Donn’Anna sul mare di Posillipo. Naturalmente ovunque ci sono case e palazzi di tufo e in città cresce l’attenzione per il recupero degli edifici realizzati con questo materiale.

Nel 1997 il direttore dell’ Istituto Francese Grenoble, Jean-Nöel Schifano, appena terminato il restauro della facciata del suo Istituto, naturalmente tutta di tufo, ha organizzato una grande festa per sottolineare l’importanza culturale di questa pietra napoletana: con la festa del “Babà-Tufo”, l’eccentrico Direttore ha affiancato i due “elementi portanti” della città, il tufo e il babà (un famoso dolce napoletano) in un gioco intellettuale di grande efficacia.

Napoli è stata quindi costruita con la stessa pietra del suo sottosuolo, con una “continuità geologica” forse unica al mondo: le fondazioni dei palazzi spesso poggiano direttamente sul banco di tufo sottostante. Questa pratica, secondo alcuni, avrebbe reso la città più “elastica” salvandola dai tanti terremoti che si sono avuti nel corso dei secoli, e inoltre la terribile onda sismica risulterebbe attenuata grazie a tutte le cavità del suo sottosuolo.

Napoli sotterranea, tra i cunicoli ©Foto Massimo VicinanzaNapoli sotterranea, tra i cunicoli ©Foto Massimo Vicinanza

Estrazione del tufo nel sottosuolo di Napoli

In questi ultimi secoli si sono registrati alcuni cambiamenti dell’architettura interna delle cave: in quelle più antiche, considerate le più sicure, la struttura è a forma di trapezio isoscele mentre quelle dell’ Ottocento sono ellittiche. Questa nuova forma rendeva la cava più instabile, come hanno dimostrato i tanti crolli parziali delle volte, ma consentiva una maggiore estrazione di materiale.

Invece la tecnica di estrazione del tufo durante questi tre millenni è rimasta sostanzialmente immutata anche se il progresso della metallurgia ha introdotto nuovi utensili da lavoro. Gli attrezzi da scavo e da taglio sono uguali a quelli del passato e così il piccone a taglio dritto, usato per isolare i blocchi di pietra, il palo e il cuneo di ferro indispensabili per staccare la roccia dalla parete e il martello a forma di mannaia con cui si riduceva il blocco a piccoli pezzi di forma regolare sono stati da sempre gli unici mezzi per l’estrazione.

In città il 75% delle cave erano in sotterraneo e attraverso scale o pozzi si raggiungeva il banco di tufo. Si scavava tra le piroclastiti per tre o quattro metri in modo da dare una solida protezione ai fianchi dell’apertura, e quindi si iniziava a lavorare nella prima camera fino alla profondità voluta; da qui partivano poi varie gallerie che raggiungevano altri banchi di tufo, e così attraverso un reticolo di cunicoli e tunnel si raggiungevano altre grandi cavità da cui veniva estratto il materiale necessario alla costruzione delle case. Se osserviamo attentamente le liscie pareti rese verticali dal tufo sbancato ci accorgeremo di alcuni piccoli fori scavati nella roccia, a 20 centimetri uno dall’altro e tutti su una stessa fila: sono le “grappiate”, gli scalini che permettevano agli operai più esperti di lavorare la pietra fino a 20 metri di altezza, e a volte anche in contropendenza. Dei veri e propri “free-climbers” dell’ antichità capaci di realizzare a mano gli oltre 8 milioni di metri cubi di vuoto del sottosuolo esplorato, che con il loro lavoro permisero prima ai Greci e poi ai Romani la realizzazione degli acquedotti sotterranei Bolla e Claudio (quest’ultimo addirittura in pressione), una sofisticata rete idrica che ha garantito l’approvvigionamento alla città fino al 1883, per ben 2300 anni.

Napoli sotterranea: il percorso e i consigli

Partecipare all’escursione significa compiere un viaggio nella storia lungo ben 2400 anni, dall’epoca greca a quella moderna, a 40 mt di profondità tra cunicoli e cisterne. Durante l’escursione, oltre ad ammirare i resti dell’antico  acquedotto greco-romano e dei rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, si visiteranno, tra gli altri, il Museo della Guerra, gli Orti Ipogei, la Stazione Sismica “Arianna”. Sarà, infine, possibile visitare gratuitamente i resti dell’antico Teatro greco-romano, accessibili da una proprietà privata.

Si consiglia di indossare scarpe comode e una felpa nei mesi estivi. I percorsi stretti, come i cunicoli, sono assolutamente facoltativi.

Napoli sotterranea orari

Esistono diverse proposte per vistare Napoli sotterranea ma l’entrata principale del percorso ufficiale è quello di Piazza San Gaetano al civico 68 (vicino a Via dei Tribunali, in pieno centro di Napoli). Il tour per la visita alla Napoli sotterranea è della durata di circa 2 ore. Il percorso è guidato da accompagnatore autorizzati che parlano più lingue e che hanno un’approfondita conoscenza del sottosuolo della città partenopea.

Escursioni in italiano:
10,00-11,00-12,00-13,00 – 14,00-15,00-16,00 – 17,00-18,00
(giovedì ore 21,00 solo su prenotazione raggiungendo un minimo di 10 persone)
Escursioni in inglese:
10,00-12,00-14,00-16,00-18,00
(giovedì ore 21,00 solo prenotazione raggiungendo un minimo di 10 persone)

Per gruppi inferiori a 10 persone non è necessaria la prenotazione. Escursioni in altre lingue, gruppi o escursioni fuori dagli orari di apertura solo su prenotazione.

Orari e prenotazioni Napoli Sotterranea ingresso per le scuole

Le scuole possono prenotare visite guidate anche ad orari diversi da quelli indicati inviando una mail a info@napolisotterranea.org  oppure richiedere informazioni ai seguenti numeri di telefono (+39) 081 296944 ; (+39) 081 0190933o ; (+39) 333 5849479 ; (+39) 349 1046436. Inviando una mail o chiamando ai numeri indicati è possibile concordare con i responsabili che si occupano di gestire le escursioni per gruppi scolastici, nonchè le lezioni di inquadramento al sito che, a richiesta della scuola, potranno essere tenute prima della visita; è inoltre possibile concordare o richiedere informazioni a proposito dei laboratori didattici.

Numeri utili per contattare l’Associazione: Napoli Sotterranea costo biglietto

Telefono: (+39) 081 296944

Cellulare: (+39) 333 5849479 – Cellulare: (+39) 334 3662841 – Cellulare: (+39) 392 1733828 – Cellulare: (+39) 340 4606045 – Cellulare: (+39) 349 1046436
Email: info@napolisotterranea.org

Napoli sotterranea orari e prezzi

Napoli sotterranea prezzi

Napoli sotterranea costo: Intero: € 9.30; ridotto: € 8.00; studenti e insegnanti: € 6.00; per bambini dai 5 ai 10 anni; ridotto con  artecard; sconto 10 %.

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