Museo e orto botanico dell’Università di Genova

Il Museo e Orto Botanico dell'università degli Studi di Genova è inserito nel DIPTERIS - Polo Botanico Hanbury (già Istituto e Orto Botanico).

Orto botanico dell’Università di Genova
Orto botanico dell’Università di Genova

Il Museo Botanico si trova all’interno dell’edificio costruito con il contributo di Thomas Hanbury nel 1862 in Genova; l’Orto Botanico s’estende per circa un ettaro intorno all’edificio stesso.

Nelle collezioni del Museo, allestite a partire dal 1802, si trovano ancora numerosi campioni d’erbario originali di illustri botanici italiani e stranieri, sopravvissuti agli eventi bellici. Attualmente le collezioni comprendono circa 90000 campioni di piante vascolari e 2500 do crittogame non vascolari (licheni, alghe, ecc.).

Sono presenti una carpoteca/spermoteca con frutti e semi di diverse parti del mondo, una xiloteca, manoscritti, tavole didattiche storiche e riproduzioni botaniche.

L’Orto Botanico, fondato da Domenico Viviani nel 1803, fu accresciuto sino a raggiungere l’attuale superficie di un ettaro nel 1865 sotto la direzione di Giuseppe De Notaris. Raggiunse la massima notorietà tra XIX e XX secolo, quando nel 1892, grazie alla donazione di Thomas Hanbury, il direttore Ottone Penzig inaugurò la nuova sede dell’Istituto Botanico, in concomitanza col primo Congresso Internazionale di Botanica in Italia.

Risalgono ai primi anni dell’Orto alcuni esemplari di cipressi, una Gleditsia e una sequoia, oltre a magnifici esemplari di grande felci quali Cibotium regale e Angiopteris evecta. Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, Rodolfo Pichi Sermolli, tra il 1958 e il 1972, completò la ricostruzione con una piccola serra per succulente e una nuova grande serra.

Attualmente l’Orto, distinto in sei livelli all’aperto, dispone anche di sei serre (1000 mq.) di epoche differenti, con felci rare, piante tropicali di alto fusto e acquatiche, collezioni di bromeliacee e orchidee epifite, succulente e Cycadeae. Gli esemplari presenti si aggirano intorno alle 4000 unità, in rappresentanza di circa 2000 taxa.

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