Museo diocesano “San Matteo”, Salerno

Fondato nel 1935 da Mons. Arturo Capone, il Museo Diocesano “San Matteo” dal 1990, con l’Archivio e la Biblioteca della Diocesi, ha sede nell’ex Seminario arcivescovile di Largo Plebiscito, a ridosso della Cattedrale.

Museo diocesano Museo diocesano "S. Matteo", Salerno

Istituito dall’Arc. Gaspare Cervantes all’indomani del Concilio di Trento per la formazione del clero, il Museo diocesano “San Matteo” di Salerno è stato ampliato e ristrutturato nei secoli fino all’attuale veste neoclassica dei primi decenni del XIX secolo. Varcato il portone d’ingresso del museo si accede ad un arioso cortile. Qui, a piano terra, sono i depositi e la Direzione, mentre le sale espositive si aprono al primo piano. Il ricco patrimonio artistico comprende manufatti che vanno dal Medioevo al XX secolo.

Dopo il sisma del 1980 fu avviata la ristrutturazione dei locali e nel 1993 l’esposizione venne ampliata con una sezione di dipinti su tavola realizzati tra Trecento e Cinquecento e con una sala dedicata al pittore cinquecentesco Andrea Sabatini. Attualmente è in corso la risistemazione degli spazi espositivi: il Museo può offrire al visitatore solo alcune opere, dal Medioevo al XX secolo, collocate in tre ampie sale.

La collezione d’arte

La collezione è composta da opere d’arte provenienti, per lo più, dalla cattedrale di Salerno. Nella prima sala è il prezioso ciclo degli avori, 67 pezzi di produzione locale della prima metà del XII secolo con scene in prevalenza del Vecchio e Nuovo Testamento, la cui destinazione più accreditata è come paliotto d’altare.

Exultet

Spiccano il celeberrimo ciclo eburneo con scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento (XII secolo), un paliotto d’altare, secondo la restituzione più accreditata, e gli undici fogli del rotolo membranaceo dell’Exultet (XIII secolo) illustranti il Preconio Pasquale. I dipinti, prevalentemente su tavola e su tela, datano dal XIII al XX secolo, anche se i secoli più presenti sono il Seicento e il Settecento con la collezione proveniente dal Lascito del Marchese Giovanni Ruggi D’Aragona (1870). Offrono un saggio delle correnti coeve più rappresentative del variegato panorama regionale con una particolare attenzione al salernitano Andrea Sabatini.

Il Museo vanta inoltre una cospicua raccolta numismatica, di cui 923 monete, dall’età magnogreca al periodo normanno, già sistemate in bacheche, ed un medagliere pontificio. Non mancano preziosi Codici (dall’XI secolo), anche splendidamente miniati (Pontificale del XIII secolo), pergamene (13 Lauree del Collegio medico salernitano), Cinquecentine e Seicentine. Arricchiscono le raccolte alcune sculture (marmoree e lignee), plutei musivi (XII secolo) provenienti dal Coro inferiore del Duomo, opere di oreficeria, un lapidario e diversi reperti archeologici di età romana e altomedioevale.

Sala del Seicento, museo diocesano di SalernoSala del Seicento, museo diocesano di Salerno

Libro Pontificale

Anche il Libro Pontificale, di fattura bolognese, eseguito per la cattedrale salernitana nel 1180, è interamente miniato. Si segnalano anche un crocifisso ligneo di epoca bizantina e la cosiddetta Croce di Roberto il Guiscardo , un reliquiario della fine del 1000 con i denti dei santi Matteo e Giacomo minore e un frammento della Santa Croce. I dipinti su tavola, provenienti sia dalla cattedrale che da diverse chiese della Diocesi, offrono un quadro della cultura campana tra il XIV e il XVI secolo: si segnalano la Crocifissione di Roberto D’Oderisio, unica opera firmata dal pittore napoletano di influenza giottesca; l’Incoronazione della Ver¬gine attribuita al cosiddetto Maestro dell’Incoronazione di Eboli e il San Michele Arcangelo del pittore veronese Cristoforo Scacco, della se¬conda metà del XV secolo; il trittico primo manierista con Madonna e Santi del salernitano Vincenzo De Rogata; i complessi dipinti cinquecenteschi del cosiddetto Maestro dei polittici francescani, di Bartolomeo da Pistoia e, soprattutto, di Andrea Sabatini, ai cui dipinti, tutti raffiguranti la madre di Cristo, è dedicata la terza sala.

La pittura devota controriformata

La pittura devota controriformata è rappresentata dalla tela con II matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e dalla splendida Madonna del Rosario di Francesco Curia, mentre del Seicento sono da segnalare il San Gemiamo Penitente e il San Pietro di Jusepe De Ribeira. Il dipinto raffigurante San Filippo che battezza l’eunuco, ultima acquisizione del Museo Diocesano, rimanda a suggestioni paesaggistiche desunte dalla pittura del Domenichino, mentre i dipinti di Nicola Vaccaro e Nicola Malionconico si pongono come crocevia di influssi giordaneschi e delle nuove tendenze artistico-compositive settecentesche.

Dal 2006 i cimeli si sono incrementati con la collezione donata dal compianto Direttore Mons. Arturo Carucci e sistemata in due salette collaterali. Nella Direzione sono provvisoriamente allogati un archivio e una biblioteca con circa 4000 titoli consultabili a richiesta. 

Nei luminosi corridoi di accesso alle sale è stata provvisoriamente collocata parte della raccolta numismatica che va dalla Magna Grecia sino alla Zecca di Salerno. Arricchiscono la raccolta opere di oreficeria, un lapidario ed alcuni reperti archeologici di età romana e altomedioevali.

Informazioni su Museo diocesano “San Matteo”

Largo Plebiscito, 12 ,
84121 Salerno
Telefono: 089.239126

Orari Museo diocesano San Matteo

Dalle ore 9,00 alle 13,00; dalle ore 15,00 alle ore 19,00.

Chiuso il mercoledì

Prezzo biglietti Museo diocesano San Matteo

Adulti 2,00 euro
Studenti (di ogni ordine e grado) 1,00 euro 


Informazioni utili

Cosa vedere a Salerno   Dove dormire a Salerno
Cosa visitare Salerno


Come arrivare al Museo diocesano "S. Matteo" di Salerno

 Se vuoi rimanere aggiornato sulla destinazione SALERNO iscriviti alla nostra newsletter