Ben 113 delle 165 miniere dimesse su tutta l’isola si trovano qui, tra le scogliere e un mare color turchese, testimoni silenziose di un’epoca in cui si estraevano piombo, zinco, stagno, rame, ferro, argento e, naturalmente, carbone.
Oggi, il Parco si propone come miniera turistica e ambientale, offrendo diversi percorsi di visita, tra i quali, Miniere nel Blu, un itinerario a picco sul mare, lungo circa 10 chilometri, che congiunge il paesino di Masua a Cala Domestica, all’interno del Golfo del Leone.
A Masua, i resti del passato minerario sono leggibili ovunque, dal gruppo di case ritagliato tra mare e scogliera ai resti della Miniera Calligaris, coi vagoncini gialli arrugginiti, gli ex edifici delle maestranze, i binari abbandonati, il Museo delle Macchine da Miniera.
Il sentiero, dipanandosi in quota, offre un incredibile colpo d’occhio sul mastodontico scoglio di calcare chiaro, chiamato Pan di Zucchero, alto quanto un edificio di 40 piani, attorno al quale è un tranquillo via vai di gommoni e motoscafi con subacquei e turisti desiderosi di ammirare l’imbocco della miniera di Porto Flavia, quasi di fronte, dentro la scogliera.
Un gioiello architettonico del 1924, col suo castelletto stile littorio e due gallerie sovrapposte lunghe 600 metri, che permettevano di trasportare il materiale estratto alle navi, le bilancelle, che aspettavano proprio sotto la scogliera, per fare rotta su Carloforte, nell’Isola di San Pietro.

