Questo vuole essere il Cammino di Francesco, il suggestivo itinerario da fare a piedi, a cavallo, in mountain bike, nel cuore della Sabina più autentica.
Un percorso, in cui passione per il viaggio, avventura e spiritualità si fondono e diventano compagne inseparabili. Nato dalla creatività e dall’entusiasmo di Diego Di Paolo, direttore dell’Apt di Rieti, il Cammino viene ora portato all’attenzione del grande pubblico.
Il Cammino di Francesco è lungo 80 km ed è scandito da 8 tappe, a cui fanno da sfondo colline e montagne tappezzate da foreste, sorgenti, laghi e, naturalmente, santuari.
Tutti legati a un ricordo, a un brandello di vita del santo. Con il “Passaporto del Pellegrino”, si può partire da Rieti, l’antica capitale dei Sabini, cittadina dal tratto solare, con diversi monumenti di pregio (dal Domo col campanile romanico alla Prefettura con l’ariosa loggia del Vignola; dall’imponente Palazzo Comunale a quello Vescovile dalle linee gotiche), e raggiungere il Complesso di Fonte Colombo, acquattato pochi km a sud, dove Francesco scrisse la regola dei Frati Minori, approvata da Papa Onorio III nel 1223.
Nascosto da una fitta vegetazione e affacciato sulla vallata a 550 metri d’altitudine, Fonte Colombo è un luogo assolutamente avulso dal tempo. Ne fanno parte il convento e una chiesetta a navata unica della metà del XIII secolo; la parte più sorprendente si trova però nel bosco di lecci secolari, dove si annidano un romitorio, la chiesetta della Maddalena con affreschi di scuola bizantina, e l’incredibile spaccatura nella roccia, dove il santo, già affetto da tracoma (malattia degli occhi, che gli rendeva doloroso il contatto con la luce e, quindi, con la natura che tanto amava), si ritirò per quaranta giorni a redigere la Regola.
Altra tappa densa di suggestioni è il Santuario della Foresta, dove Francesco compose il Cantico delle Creature, inno alla vita e all’amore universale. Il convento sfoggia un chiostro delizioso e ingloba due chiesette medievali oltre all’immancabile speco, dove il santo, fuggiva la luce e cercava Dio.
Tappa da non perdere è Poggio Bustone (borgo natale di Lucio Battisti, dove a ricordarlo è una statua in bronzo sulla piazza Giardini di Marzo), primo luogo ad essere visitato da Francesco al suo arrivo nella Conca Reatina: un viottolo che solca la montagna conduce alla cappella dove egli ebbe la visione, che gli annunciava l’espansione dell’ordine e la remissione dei peccati. Ma anche Rivodutri è da vedere: qui, a sorprendere i moderni pellegrini, è un faggio dal tronco incredibilmente contorto, frutto di una mutazione genetica.

