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Guida delle Ebridi

Sono circa 500 isole, di cui solo un centinaio abitate, al largo della costa occidentale e vengono distinte in Ebridi Interne, “Inner Hebridies“, ed Ebridi Esterne, “Outher Hebridies”. Già note a Plinio e Tolomeo, furono evangelizzate da San Colombano nel VI sec. d.c. Le più comode da raggiungere sono Mull, Coll e Tiree, nelle Ebridi Interne, un frequente servizio di traghetti le collega alla cittadina di Oban, sulla costa.

Anna Bruno
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Anna Bruno
Anna Bruno è giornalista professionista, specializzata in viaggi, food, musica e tecnologie. Ha iniziato la sua carriera come cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno e da...
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Mull, la più grande, è dominata dall’ex vulcano Ben More (900 m) ed è solcata da strade strettissime, servite da piazzole di sosta. Sbarcando a Craignure, si possono ammirare, nelle vicinanze, Duart Castle (XIII sec.), antica roccaforte del clan Mac Lean, appollaiato su uno sperone roccioso e Torosay Castle, incorniciato da uno splendido giardino. Fiore all’occhiello dell’isola è però Tobermory, il capoluogo, con il delizioso porticciolo, le casine a tinte vivaci e il fitto carosello di vele e sartiami. La strada costiera raggiunge Fionnport, da dove ci si imbarca per Iona, dominata dal suggestivo complesso abbaziale in severa pietra grigia, fondato da San Colombano (563 d.C.).
Un luogo importantissimo per la diffusione del cristianesimo in Scozia, dove hanno trovato sepoltura anche capiclan e re scozzesi. Le Ebridi Esterne, distano circa 64 km dalla costa e rappresentano un microcosmo dalle forti usanze celtiche e presbiteriane: i cartelli stradali sono scritti in gaelico, oltre che in inglese; e, nel fine settimana, gli esercizi pubblici (ristoranti, negozi, stazioni di carburante…) osservano il più assoluto riposo. Battute dal vento in tutte le stagioni, abitate più da pecore che da uomini (famoso il tweed, ancora tessuto sui telai in legno in molte fattorie e case private) e solcate da strade strette e tortuosissime, queste isole schiudono paesaggi e ambienti dal fascino rude ma seducente. Lewis è la più grande ed è unita ad Harris da un istmo di terra; vengono poi North e South Uist, Benbecula e la piccola Barra.
Assolutamente da non perdere, le Callanish Standing Stones, sul versante nord-ovest di Lewis, uno strabiliante sito archeologico a pianta circolare, disseminato di inquietanti monoliti rituali, alcuni alti anche 3 metri, eretti tra il 300 e il 1500 a.c. E il Carloway Broch, costruzione dalla vaga forma di nuraghe, risalente all’età del ferro.

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Anna Bruno è giornalista professionista, specializzata in viaggi, food, musica e tecnologie. Ha iniziato la sua carriera come cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno e da oltre vent’anni racconta il turismo in Italia e nel mondo. È cofondatrice di FullPress Agency, agenzia di comunicazione e Digital PR, e direttrice responsabile di FullTravel.it, VerdeGusto e altri due magazine editoriali. Autrice dei libri Digital Travel e Digital Food (Flaccovio Editore), lavora come consulente e docente per enti, destinazioni turistiche e operatori del settore. È delegata per il Sud e le Isole dell’associazione giornalistica Italian Travel Press (ITP).
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