Crustumerium a Roma

Crustumerium, secondo gli autori antichi, era una città affacciata sul Tevere tra Eretum e Fidenae; grazie a queste precise testimonianze, cui deve aggiungersi l'indicazione dell'esatta distanza da Roma lungo la via Salaria, è risultato agevole identificare il sito storico, segnato da una vasta area di materiali archeologici di superficie.

Crustumerium, Roma
Crustumerium, Roma

Crustumerium, secondo gli autori antichi, era una città affacciata sul Tevere tra Eretum e Fidenae; grazie a queste precise testimonianze, cui deve aggiungersi l’indicazione dell’esatta distanza da Roma lungo la via Salaria, è risultato agevole identificare il sito storico, segnato da una vasta area di materiali archeologici di superficie.

La città, latina per la maggioranza degli autori antichi, sembra nascere tra X e IX secolo a.C. e fin dall’inizio la sua storia si collega alle vicende della nascita e dello sviluppo di Roma; fra l’altro, è uno dei centri protagonisti del celebre episodio storico-leggendario del Ratto delle Sabine. Raggiunge l’apice della sua fioritura nei secoli VII e VI a.C.; il suo declino è segnato, alla fine del V sec., dalla inarrestabile espansione di Roma.

Dopo il casello dell’autostrada Firenze-Roma, al termine del lungo rettilineo finale, le colline di Crustumerium accompagnano per alcuni chilometri il percorso di chi raggiunge la capitale.L’antica città di Crustumerium è dunque il primo dei complessi archeologici che si incontrano arrivando dal più importante itinerario di collegamento con l’Europa, quasi una presentazione ufficiale di Roma.

E si tratta di una degna presentazione: Crustumerium, infatti, è l’unico centro dell’antica civiltà laziale non compromesso dalla moderna urbanizzazione e in tutta l’area il paesaggio è straordinariamente conservato.
Attualmente l’area della città antica è conosciuta, solo nelle grandi linee, grazie a ricognizioni di superficie e a sporadici scavi della Soprintendenza Archeologica di Roma (dal 1982) che hanno tuttavia permesso la scoperta di circa duecento sepolture ed il recupero di notevoli corredi tombali composti da ceramiche e bronzi (circa 120 pezzi sono stati recuperati nella sola tomba 9, scavata nel 1987 in loc. Monte Del Bufalo).

Gli scavatori clandestini negli scorsi decenni sono riusciti a depredare migliaia di sepolture (numerosi oggetti di notevole valore sono comparsi recentemente nei mercati antiquari esteri), causando ingenti danni al patrimonio scientifico e compromettendo in parte la ricerca futura.

Tutta l’area dell’abitato, delle necropoli circostanti e parte del territorio dell’antico centro per un’estensione di circa 440 ettari, è tutelata ai sensi delle leggi 1089/39 e 1497/39. Un settore di 58 ettari comprendente parte delle aree funerarie di Monte Del Bufalo e Cisterna Grande è stato acquistato dalla Pubblica Amministrazione nel 1998.

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