Dove e cosa mangiare a Bari

Anche quella barese, al pari di moltissime altre cucine mediterranee, celebra quotidianamente un profumato, saporito e quasi trionfale connubio tra i prodotti del mare e quelli della terra. Ecco dove mangiare a Bari, cosa mangiare , la cucina tipica e i ristoranti più importanti del capoluogo pugliese.

Dove e cosa mangiare a BariDove e cosa mangiare a Bari

Cavatelli con vongole e fagioli, cicoria e purè di fave, tiella barese (riso, patate e cozze), le immancabili orecchiette, invenzione delle massaie della città vecchia, condite con cime di rapa, acciughe e aglio o con sugo di braciola; i frutti di mare e il pesce freschissimi, cucinati in mille modi, continuano a essere gli indiscussi protagonisti sulle tavole dei ristoranti, che li propongono in modo semplice e tradizionale o garbatamente rivisitati e alleggeriti. Ma sempre accompagnati dall’inimitabile olio extravergine e dai generosi vini pugliesi. Questi sono solo dei suggerimenti su cosa mangiare a Bari ma la varietà della cucina barese offre tanti altri piatti tipici.

Ristoranti a Bari

Ristorante Ai 2 Ghiottoni

Nella vicina via Putignani, a due passi dalla sagoma rosso scuro, imbrigliata da impalcature, del Teatro Petruzzelli (andò a fuoco circa 15 anni fa e, con grande rammarico dei baresi, non è ancora stato ripristinato), si aprono le porte de Ai 2 Ghiottoni, un ristorante barese di fama trentennale, sempre frequentatissimo tanto a pranzo quanto a cena. Gli interni sono molto luminosi ed eleganti, complice il gioco delle volte candide, del tufo leccese alle pareti e dei pavimenti in pietra di Trani. A fare gli onori di casa sono Mario De Napoli, la moglie Rosa e il figlio Francesco, aiutati da un folto gruppo di collaboratori in sala e in cucina. Di richiamo è il bancone del pesce fresco, poco oltre l’entrata, dove il cliente può scegliere tra grossi dentici, spigole, orate, saraghi, pesci penna (squaletti molto gustosi), scamponi, enormi aragoste. Alfredo Mesiti, il capo chef, firma piatti che interpretano magistralmente la tradizione pugliese: “cavatelli con gamberi e vongole su letto di purè di fave”, “risotto ai 2 Ghiottoni”, sontuose grigliate miste, spigole e orate al sale, e, tra i dolci, uno strepitoso “soufflè di cioccolato”, specialità della casa.

Ristorante Piccinni 28

A pochi isolati, sempre in pieno quartiere murattiano, spunta Piccinni 28, un ristorante che, per i baresi, è sinonimo di cucina sopraffina, servizio ineccepibile, atmosfere soffuse e raffinate. Durante la settimana, tra i tavoli apparecchiati con romantiche tovaglie fruscianti e deliziose porcellane, siedono spesso manager, politici, uomini d’affari, per i quali i discorsi di lavoro continuano anche tra una portata e l’altra; mentre, nel weekend, affluiscono più coppie e piccole comitive, desiderose di fare onore alle squisitezze dello chef Francesco Buttiglione, servite sulle piacevoli note di un pianoforte. Piccoli capolavori sono “involtini di pesce spada alla mentuccia”, “cicoriella selvatica con purea di fave in olio extravergine di olive”, “maccheroncini fatti in casa con fave fresche e scaglie di mandorle tostate”oppure “alla cernia fresca e olive”, “seppioline ripiene alla barese”, “filetto di rombo all’acqua pazza”. Importante e molto curata anche la carta vini, in cui dominano quelli pugliesi, seguiti dai nazionali e da qualche etichetta estera. Nella bella stagione, si può pranzare in un insospettato giardino interno, tra yucche, chikas, dracene e bamboo, un piccolo polmone verde tra il cemento dei palazzi.

Non si può lasciare la zona vecchia, di origine medievale, senza uno sguardo ai monumenti più significativi, orgoglio e vanto di tutta la città: l’imponente castello normanno-svevo-aragonese, la Basilica di San Nicola, patrono dei baresi, e la favolosa Cattedrale di San Sabino, e, naturalmente, al pittoresco groviglio di vicoli, piazzette, cortili, edicole votive e simboli contro il malocchio e le malelingue.

A pochi passi, dietro le rovine del Teatro Margherita, spunta il porticciolo, ritrovo di vecchi e nuovi lupi di mare, con il Molo San Nicola e il famoso ‘nderr alle lanze, il punto in cui attraccano le barchette da pesca con il loro bottino di frutti di mare, che va a rifornire anche i ristoranti e i banchi del vicino mercato. Si starebbe ore a guardare i pescatori che “arricciano” i polipi, battendoli energicamente a terra o con una robusta paletta di legno, per intenerirne le carni, prima della cottura.

Tiella Barese: riso, patate e cozzeTiella Barese: riso, patate e cozze

 

Ristorante il Pepe Finto

A poche centinaia di metri, proprio all’inizio di via Nicola de Nicolò, si annida un ristorantino dal nome curioso e dalla cucina interessante: Il Pepe Finto, locale elegante, ma non paludato, con una cucina del territorio garbatamente alleggerita e rivisitata, e un servizio eccellente. Il menù, firmato dal simpatico chef Patrizio Mele, riserva antipastini delicati, come cus-cus alle verdure, polpettine di tonno, involtini di zucchine; primi piatti con i legumi (“cavatelli in crema di fagioli”, “purea di fave e cicorie con cipolla e dadini di pane fritto”, “ritagli di pasta con i ceci”…), con le verdure (“spaghetti con cime di cicoria, purea di fave e cacio”; “orecchiette fresche con cime di rapa e acciughe”; “pennette con pomodorini e bietole”…), con i frutti di mare o la bottarga. Mentre i secondi giocano su aragostine alla brace, scampi e gamberoni alla griglia, pesce di scoglio cucinato in vari modi e aragoste monumentali. Chi preferisce la carne, trova bistecca e filetto di angus, “tagliata di controfiletto con rucola e pomodorini”, “agnello sale e pepe al forno” e molto altro. Specialità da gustare seduti ai tavoli in legno chiaro, dalle linee stilizzate, apparecchiati con strisce di tessuto giallo oro al posto della classica tovaglia e candide porcellane, e con un occhio alla grande parete interamente occupata da bottiglie, che tradisce una nutrita e curata carta dei vini.

Ristorante Alberosole

Lasciando il lungomare e imboccando l’elegante corso Vittorio Emanuele, spartiacque tra la città vecchia e quella nuova, si arriva in pochi minuti all’Alberosole, un ristorantino molto accogliente, accasato al piano terra di un immobile trecentesco, con interni scanditi da volte in tufo e pavimenti in chianca, la tipica pietra locale. I tavoli sono apparecchiati con tovaglie di lino leccese e piatti in ceramica artigianale, uno diverso dall’altro. A volerlo così sono stati, una decina di anni fa, i due titolari, Antonio D’Amico e la moglie Alessandra, desiderosi non solo di rispettare stagionalità e territorialità dei piatti, ma anche di esaltarla e arricchirla con spunti creativi, frutto di un’accurata ricerca di ingredienti e accostamenti. Grazie all’abilità dei due chef, Nicola Mastrolonardo e Pasquale Laudizio, un semplice “cicoria e purè di fave” diventa un accattivante “fagottino ripieno di cicorie servito su crema di fave secche” e le immancabili orecchiette assumono il sapore e il profumo del grano saraceno e vengono condite con polpa di scorfano, crema di ricotta fresca e basilico. L’affezionata clientela, fatta di imprenditori, manager, liberi professionisti, impiegati, ma anche coppie e famiglie la sera o nel weekend, viene accolta con calore e simpatia direttamente dai titolari e seguita in sala da Patrizia Ferrulli.

Quattro passi tra le vie ad angolo retto del quartiere murattiano, portano nel cuore della città commerciale: via Sparano, la strada più elegante di Bari, con vetrine scintillanti, piene di merci raffinate, ma anche con luoghi carichi di storia e cultura, come la Libreria Laterza, accasata negli ex locali della gloriosa casa editrice, con cui collaborò anche Benedetto Croce, come ricorda una lapide sullo stabile.

Osterie a Bari

Osteria delle Travi Il Buco

Ai margini della suggestiva città vecchia, che, negli ultimi anni, ha visto un forte recupero, grazie ai fondi europei del Piano Urban, c’è l’Osteria delle Travi Il Buco, uno dei locali più vecchi non solo di Bari, ma di tutta la Puglia, dove, tra volte ultracentenarie, rustici arredi e litografie di Bari antica, si assapora una verace cucina delle origini: orecchiette al ragu’ di carne di cavallo o “alla cardinale” (con pomodoro, basilico e la tipica ricotta marzotica, da grattugiare), cavatelli con vongole e fagioli, la tiella o “tiedda” (riso, patate e cozze) al venerdì, l’immancabile “braciola” (un involtino di carne di cavallo, con formaggio, prezzemolo e aglio), pesce arrosto o alla griglia, e gustose fritture di paranza. A pranzo, arrivano impiegati, bancari, funzionari della vicina prefettura, agenti di commercio, studenti, operai; mentre la sera, a cena, sono famiglie, coppie e piccole comitive a siglare un’atmosfera calda e informale, quasi festosa. Le osterie a Bari sono mediamente di buon livello, consigliamo una sosta tra quelle che esaltano i piatti della tradizione barese.

Come raggiungere i ristoranti scelti da FullTravel

Osteria delle Travi Il Buco
Largo Chiurlia 12, Bari Tel. 339.1578848 Chiusura domenica sera e lunedì Coperti 100 Parcheggio privato no Carte di credito no Conto 20 euro, incluso il vino della casa.
Il Pepe Finto
Via N.de Nicolò 33, Bari Tel. 080.522.79.90 Chiusura martedì Coperti 50 Parcheggio privato no Carte di credito tutte Conto 40 euro, vini esclusi.
Alberosole
Corso V.Emanuele 13, Bari Tel. e Fax 080.5235446 Chiusura lunedì Coperti 40 Parcheggio privato no Carte di credito tutte Conto 35-40 euro, vini esclusi.
Ai 2 Ghiottoni
Via Putignani 11, Bari Tel. 080.5232240 Chiusura venerdì Coperti 180 Parcheggio privato no Carte di credito tutte Conto 40-45 euro, vini esclusi.
Piccinni 28
Via Piccinni 28, Bari Tel e Fax 080.5211227 Chiusura domenica Coperti 60+60 all’esterno Parcheggio privato no Carte di credito tutte Conto da 28 euro per i menù degustazione; 40 euro alla carta, vini esclusi.

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