Cosa fare e vedere nella Francia romana del Sud: itinerario

Alla scoperta della Gallia Narbonensis, la provincia romana del Sud della Francia che, per la sua posizione, ha da sempre avuto un ruolo fortemente strategico.

Saint Remy de Provence - Foto di Marcel S.
Saint Remy de Provence - Foto di Marcel S.

Sommario

Il nome Provenza deriva dall’essere stato quel territorio una provincia romana. E infatti, le attuali regioni francesi della Languedoc-Roussillon e della Provence-Alpes-Cote d’Azur formavano in epoca romana la provincia della Gallia Transalpina o Gallia Narbonensis, dal nome della capitale Narbona. Il territorio fu annesso nel 121 a.C. dopo le vittorie militari dei consoli Quinto Fabio Massimo e Gneo Domizio Enobarbo sulle popolazioni locali degli Allobrogi e degli Arverni. Nel 58 a.C. l’inizio di una migrazione degli Elvezi verso la Gallia offrì a Giulio Cesare il pretesto per intervenire militarmente nella regione. Le imprese di Cesare, narrate nel De Bello Gallico, durarono fino al 50 a.C. e sancirono definitivamente la conquista romana di tutta la Gallia.

La Gallia Narbonensis ha sempre avuto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’impero romano: la sua annessione garantiva la protezione delle comunicazioni via terra con la Spagna, conquistata circa un secolo prima dopo la seconda guerra punica, e, allo stesso tempo, proteggeva l’Italia dalle incursioni galliche. I porti di Narbona e Marsiglia erano strategici per i commerci nel Mediterraneo e il fiume Rodano, che attraversa tutta la provincia, era la via preferenziale per veicolare i metalli provenienti dalla Renania e dal resto della Gallia.

La Maison Carrée a Nimes ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
La Maison Carrée a Nimes ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

Andare alla ricerca delle vestigia romane del Sud della Francia offre l’occasione di scoprire dei siti archeologici dal grande valore artistico spesso capaci, per la loro grandiosità, di regalare stupore ed emozione. Ecco un itinerario in auto in moto, in 10 tappe.

Il Trofeo di Augusto a La Turbie

Arrivando in Francia con l’auto dalla Liguria, in prossimità del Principato di Monaco, la vista è catturata dai resti di un imponente monumento: si tratta del Trofeo dedicato ad Augusto per le sue vittorie sulle tribù delle Alpi. Il monumento, costruito nel 6 a.C., poggia su un piedistallo quadrato di 38 metri di lato sul fronte del quale si trova l’iscrizione con l’elencazione delle 46 tribù alpine sconfitte dall’imperatore. Ai lati sono scolpiti i simboli tipici del trionfo: le armi nemiche appese a un albero e i Galli sconfitti in catene. Sopra il piedistallo è eretto un maestoso colonnato che conferisce al Trofeo un’altezza complessiva di circa 35 metri.

Posto al confine fra l’Italia e la Gallia, il monumento rappresentava il potere e l’unità dell’impero romano. Faceva parte di un più ampio complesso dedicato ad Ercole Monoikos, cui Augusto veniva associato, e da cui il Principato di Monaco ha preso il nome.

Trofeo di Augusto a La Turbie ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
Trofeo di Augusto a La Turbie ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

2 Frejus

La cittadina di Frejus si trova sul sito della città romana di Forum Iulii. Il nome ci rivela la sua vocazione commerciale (favorita anche dalla sua posizione al crocevia fra la via Iulia Augusta e la via Domitia) e la fondazione ad opera di Giulio Cesare. Fu l’unico porto militare della flotta romana della Gallia Narbonensis. Durante il regno dell’imperatore Tiberio (14-37 d.C.) vengono costruite le sue principali opere pubbliche. La più imponente è l’anfiteatro, capace di ospitare circa 12.000 spettatori. Nonostante sia stato ampiamente ricostruito dopo essere stato sommerso a seguito della rottura della diga di Malpasset avvenuta nel 1959, vi si può ancora ammirare l’originaria parte strutturale delle gradinate.

Sono inoltre visibili alcuni tratti dell’acquedotto, delle mura e il faro del porto (noto come Lanterne Auguste). Infine, le colonne del battistero della cattedrale, datato V sec. d.C., sono state riutilizzate da una precedente costruzione di epoca romana.

Resti dell'acquedotto di Frejus - Foto di Greudin
Resti dell’acquedotto di Frejus – Foto di Greudin

3 Marsiglia

Massalia (divenuta poi Massilia) era una colonia greca. Marsiglia fu alleata di Roma fin dai tempi di Tarquinio Prisco e da ciò trasse ampi vantaggi per i suoi commerci nel Mediterraneo, a discapito dei Cartaginesi e degli Etruschi. In epoca romana fu una libera civitas, ovvero una città indipendente dal governatore provinciale, ma sottomessa comunque a Roma. Per l’essersi schierata con Pompeo all’epoca del primo triumvirato, venne assediata e riconquistata da Cesare: mantenne il suo status giuridico, ma perse la flotta e tutti i possedimenti in Gallia che vennero trasferiti alla vicina Arelate (Arles).

Il Musée d’Histoire de Marseille espone una selezione di reperti archeologici dell’epoca greca e romana e presenta ricostruzioni in 3D dell’urbanistica antica. Fa parte del percorso museale anche l’adiacente area archeologica della Bourse, in cui sono visibili alcune strutture del porto e delle mura greche.

Il Museo dei Dock romani, invece, custodisce alcune strutture legate al porto romano. Si tratta di silos in pietra e grandi orci di ceramica interrati che fungevano da celle frigorifere.

Il Museo dei Dock di Marsiglia ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
Il Museo dei Dock di Marsiglia ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

4 Arles

La romana Arelate (oggi Arles) conserva numerose vestigia che, assieme ai monumenti romanici, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO. I due edifici di spettacolo, l’anfiteatro ed il teatro, sono particolarmente scenografici. Il primo, costruito nel I sec. d.C., poteva contenere circa 21.000 spettatori, divisi in quattro ordini di posti, a seconda del loro ceto sociale. Dal teatro, costruito nel I sec. a.C., proviene la celebre statua della Venere di Arles, oggi conservata al Louvre, e numerosi pregevoli frammenti architettonici visibili nel sito. Entrambi gli edifici sono stati fortificati in epoca medievale e la maggior parte delle pietre delle gradinate è stata riutilizzata per costruzioni successive. Addirittura al loro interno erano state edificate delle abitazioni che ne avevano completamente snaturato le sembianze e la funzione. Solo a partire dagli inizi del XIX sec. si è iniziato un percorso di restauro e salvaguardia che li ha riportati all’aspetto originario.

L’unica parte esterna attualmente visibile del foro romano è costituita da due colonne e parte del frontone di un tempio nella Place du Forum. In realtà il foro di Arles era costruito su un pendio; perciò, per riportare in piano la pavimentazione, fu necessario costruire un criptoportico, ovvero una serie di allerie sotterranee che fungevano da sostruzioni. Questo ambiente, particolarmente affascinante, è oggi accessibile dalla cappella dei Gesuiti. Al suo interno si trovano anche notevoli pezzi architettonici romani, probabilmente estratti in età medievale da altri monumenti e lì immagazzinati.

Arles fu una città cara all’imperatore Costantino, che vi stabilì una sua residenza e che nel 314, all’indomani del riconoscimento della religione cristiana, vi convocò il primo concilio. All’epoca costantiniana risalgono un importante edificio termale, parzialmente incorporato nelle abitazioni circostanti, una basilica paleocristiana e la necropoli di Les Alyscamps che ha accolto le sepolture dei santi Trofimo e Genesio.

L'anfiteatro di Arles ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
L’anfiteatro di Arles ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

5 Saint-Rémy-de-Provence

Presso la cittadina di Saint-Rémy-de-Provence si trovano i resti della città romana di Glanum. Originariamente fondazione dei Greci della vicina Marsiglia, prosperò in età repubblicana e diventò colonia romana sotto Augusto. è possibile visitare un’ampia parte della città antica, con gli edifici pubblici, le abitazioni e il quartiere della fonte termale, considerata sacra e perciò monumentalizzata e accompagnata dai templi di Valetudo, dea romana della salute, e di Ercole e da numerosi altari votivi.

A circa 200 metri dall’area archeologica sorgono altri due notevoli monumenti. Il primo è un mausoleo di età augustea perfettamente conservato, la cui iscrizione ci racconta che è stato dedicato dai fratelli Sesto, Marco e Lucio della gens Iulia ai genitori. Accanto ad esso sorgono i resti di un arco di trionfo che, analogamente al monumento di La Turbie, celebrava la vittoria di Augusto sui Galli.

L'arco di trionfo di Augusto a Glanum ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.itL'arco di trionfo di Augusto a Glanum ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

6 Nimes

L’antica Nemausus fu una delle città più grandi della Gallia. Ancora oggi è ricca di monumenti romani, tanto da conquistare l’epiteto di “Roma francese”. Al centro della città si trova l’imponente anfiteatro, la cui storia è molto simile a quella dell’anfiteatro di Arles. In eccellente stato di conservazione è la Maison Carrée, tempio romano del I sec. d.C., unica traccia rimasta del foro cittadino. Il tempio era dedicato a Gaio e Lucio Cesare, nipoti di Augusto e designati dall’imperatore come propri eredi, ma entrambi deceduti in giovane età. Il monumento è ottimamente conservato in quanto è stato riutilizzato nel corso dei secoli come chiesa cattolica. Nel parco pubblico dei Jardins de la Fontaine è possibile vedere i resti del cosiddetto tempio di Diana, la cui pianta basilicale fa pensare più probabilmente a una qualche funzione civile (si è ipotizzata una biblioteca).

Della cinta muraria originaria, lunga circa 6 chilometri, restano solo la massiccia Tour magne, la Porte d’Arles (o Porte d’Auguste) e un arco della Porte de France, incastrato fra due abitazioni. Poco fuori dal centro è il Castellum aquae, infrastruttura della parte finale dell’acquedotto locale, famoso per il Pont du Gard.

Il tempio di Diana a Nimes ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
Il tempio di Diana a Nimes ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

7 Il Pont du Gard

A circa 30 chilometri da Nimes sorge l’imponente Pont du Gard, monumento Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’opera faceva parte dell’acquedotto che portava l’acqua dalla sorgente di Uzés fino a Nimes e consentiva l’attraversamento del fiume Gardon. Costruito nel I sec. d.C., è lungo 275 metri e alto 49 metri e ha tre ordini di arcate: la prima era carrabile, mentre l’acqua scorreva sulla terza.

L’acquedotto di Nimes nel suo complesso è una straordinaria opera di ingegneria. Lungo 50 chilometri, la sua pendenza è di 34 centimetri per chilometro, per un dislivello totale di soli 17 metri. Per fare in modo che l’acqua scorresse più agilmente, la conduttura dell’acquedotto era spalmata di una miscela di grasso di maiale, olio d’oliva e succo di fichi. Il sito del Pont du Gard, in aperta campagna e con il fiume placido e balneabile, è molto adatto anche per una piacevole gita fuori porta.

Il Pont du Gard ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
Il Pont du Gard ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

8 Orange

La colonia romana di Arausium, oggi Orange, è nota soprattutto per il bellissimo teatro di epoca augustea. Non solo esso è di notevoli dimensioni (poteva contenere circa 9.000 spettatori), ma soprattutto è uno dei pochissimi al mondo a conservare integralmente l’imponente muro di scena, lungo 103 metri e alto 37 metri. Il muro, che garantiva la qualità acustica dell’edificio, era originariamente rivestito di marmi colorati ed era suddiviso in tre ordini, decorati con nicchie, colonne e statue. Le porte dell’ordine inferiore servivano per l’ingresso degli attori in scena. Sopra la porta principale, destinata all’ingresso dei protagonisti, vi era un fregio raffigurante dei Centauri, oggi conservato al museo archeologico locale. La nicchia centrale del secondo ordine ospita una grandiosa statua di Augusto con gli attributi del trionfatore; questa statua ha probabilmente sostituito una precedente di Apollo, protettore delle arti, per ricordare al pubblico il valore della pax romana. Ai lati del palco, due torri servivano per conservare le attrezzature di scena.

L’altro grande monumento di Orange è l’arco di trionfo. Posto all’ingresso della città per chi arrivava dalla strada che collegava Lione con Orange, è l’arco a tre fornici più antico che si conosca. Fu eretto nel 20-25 d.C. per celebrare le vittorie di Germanico e della legio II Gallica, i cui veterani fondarono Arausium, e poi ridedicato a Tiberio nel 27 d.C. I monumenti romani di Orange, per il loro valore storico e artistico, sono inseriti nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO.

Il teatro di Orange - Foto di Patrick Giraud
Il teatro di Orange – Foto di Patrick Giraud

9 Vaison-la-Romaine

Vaison-la-Romaine era originariamente una delle città principali della tribù dei Vocontii, i quali mantennero una relativa indipendenza anche durante il dominio romano, quando la città prese il nome di Vasio Julia Vocontiorum. La città romana è situata lungo la sponda sinistra del fiume Ouvèze, mentre la città medievale si sviluppò sulla collina sulla sponda destra, in quanto più facilmente difendibile. Il fiume è attraversato da un delizioso ponte romano del I sec. d.C.

I resti romani si trovano in due aree adiacenti all’interno dell’attuale centro abitato, Puymin a La Villasse. Il sito di Puymin è caratterizzato da alcune grandi ville, di cui si possono ancora oggi apprezzare le decorazioni musive. Fra queste spiccano la Casa di Apollo laureato e la Casa del Pergolato, sviluppatasi nel corso degli anni a partire da una modesta casa rurale per arrivare ad un’ampiezza di 3.000 metri quadri. Nella stessa area si trova il teatro, la cui cavea è completamente ricostruita, ma le cui gallerie interne conservano la suggestione originaria, ed un piccolo antiquarium, con una significativa selezione di reperti provenienti dalla città.

Ne La Villasse prevalgono le aree pubbliche, come le vie dei negozi, terme e fontane. La qualità architettonica e urbanistica dimostra che si trattava di un centro assai ricco. Anche in quest’area si trovano alcune sontuose ville: la Casa del Delfino, che è stata anche una fattoria, e la Casa del Busto d’argento, la più grande di Vaison (5.000 metri quadri) con annesso un complesso termale inizialmente pubblico e poi integrato nella villa.

L'area archeologica de La Villasse a Vaison-la-Romaine ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it
L’area archeologica de La Villasse a Vaison-la-Romaine ©Foto Ilaria Maria Mura/FullTravel.it

10 Vienne

Originariamente capitale della tribù degli Allobrogi, Vienne venne trasformata da Cesare in colonia con il nome di Colonia Julia Viennensis. In seguito alla riorganizzazione amministrativa tardoimperiale voluta da Diocleziano, Vienne assunse un ruolo centrale nella diocesi che comprendeva la Gallia Narbonensis e l’Aquitania e venne scelta come residenza da vari imperatori, fra cui Costantino, Flavio Claudio Giuliano e Valentiniano II.

La città conserva notevoli monumenti del I sec. d.C. Il tempio, come ci dice l’iscrizione, era intitolato alla dea Roma, ad Augusto e a Livia, moglie di Augusto, divinizzata dopo la sua morte. Si tratta quindi di un tempio dedicato al culto imperiale, secondo i canoni della propaganda politica augustea. Il Giardino di Cibele è un parco archeologico dove è possibile ammirare i resti dell’area dell’antico foro. Il teatro, che ospita ogni anno il rinomato festival Jazz à Vienne, sorge vicino ad un più piccolo Odeon, come avviene a Lione. Risale all’epoca tardoantica il circo, di cui rimane uno degli obelischi posti ad una delle estremità del circuito. Per la sua forma, e per l’essere costruito con granito di Assuan, questo monumento è noto come La Pyramide. Sulla sponda opposta del fiume Rodano si trova il sito di Saint-Romain-en-Gal, anticamente zona residenziale ed artigianale di Vienne. Il sito ospita anche l’interessante Musée Gallo-Romain.

Il tempio romano di Vienne - Foto di Gordito
Il tempio romano di Vienne – Foto di Gordito
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