Carro di Mirabella Eclano, ringraziamento per il raccolto ⋆ FullTravel.it

Carro di Mirabella Eclano, ringraziamento per il raccolto

Gli abitanti di Aeclanum veneravano la dea Pale perchè era la dea del grano, generosamente prodotto da quella terra.

Carro di paglia di Mirabella - Foto Giornaleirpinia.it
Massimo Vicinanza
3 min di lettura

Gli abitanti di Aeclanum veneravano la dea Pale perchè era la dea del grano, generosamente prodotto da quella terra. Per ringraziare dell’avvenuto raccolto e per chiedere una protezione futura i contadini offrivano alla divinità i loro carri stracolmi di fieno e paglia. Potevano sperare così in un inverno mite e favorevole.
I pesantissimi carri erano trainati da tre gioghi di buoi, che con uno sforzo immane trascinavano questi “ex-voto” dai granai costruiti in piena campagna fino al luogo di venerazione della dea. La biada offerta da tutti i contadini veniva poi raccolta e unita, si formava un enorme covone a cui fra danze e canti si dava fuoco. Con il passare del tempo quel carro colmo di grano è stato trasformato in un gigantesco obelisco, con un evidente richiamo ad antichi riti propiziatori, e al posto dei buoi c’è un trattore che traina il suo rimorchio carico di speranza.

Fino a qualche anno fa si utilizzavano ancora i tre gioghi di buoi per il trasporto dell’opera. Per trainare il carro venivano scelti gli animali più forti, e per l’occasione si abbellivano con nastri e coccarde. Ma quelle bestie erano inevitabilmente destinate al macello, dopo aver perduto circa quaranta chili del loro peso a causa dello sforzo durato otto ore. Dopo le vigorose proteste degli animalisti gli organizzatori hanno dovuto sostituire i buoi con un moderno trattore.
L’opera d’arte è alta 25 metri e porta alla sommità la statua della Madonna Addolorata che troneggia a difesa di tutta la popolazione. Il suo peso non è calcolabile, ma qualcuno azzarda la stima in venti tonnellate; la guglia è composta da novantanove pannelli di paglia lavorata in “treccioline”, “trecce”, “laccetti” e “impagliate”. I pannelli messi insieme danno forma a colonne, archi, capitelli, cornicioni, a figure di angeli e a stemmi. Se si unissero tutti i fili di paglia utilizzati per la costruzione dell’obelisco verrebbe fuori un filo lungo circa tremila chilometri. La struttura è composta da sette piani o “registri” e poggia su di un carro di circa 20 metri quadrati, debitamente rinforzato.

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