A Capalbio, gita nel Giardino dei Tarocchi

Sulle colline di Capalbio, nella Maremma toscana, si aprono le porte del Giardino dei Tarocchi, un fantasmagorico e gioioso parco artistico realizzato, alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, da Niki de Saint Phalle, vulcanica protagonista dell'arte contemporanea mondiale.

Le figure monumentali, voluttuose e prorompenti, e le spettacolari installazioni, realizzate con materiali vari (dal poliestere dipinto al cemento armato) sono ricoperte di mosaici, vetrini di Murano, specchi luccicanti e sono disseminate su mezzo ettaro di macchia mediterranea, con sentieri e punti di sosta. Tema delle opere, i tarocchi. In particolare, le figure delle 22 carte da gioco principali, chiamate Arcani Maggiori, che, per l’artista, incarnavano un’importante chiave di lettura del senso più profondo della vita.
Nel parco si circola liberamente, non ci sono visite guidate per volere della stessa de Saint Phalle. Dopo aver visitato l’edificio-atelier progettato da Mario Botta, incastonato nella roccia e con una torretta da cui si gode un panorama d’insieme, si può passeggiare sui sentieri che si snodano lungo il costone della collina, ammirando tra alberi, cespugli ed erbe alte, le sculture del Mago con la mano tappezzata da pezzetti di specchi, e della Papessa, dalla cui bocca spalancata zampilla una cascatella d’acqua, che va a formare una fontana, in mezzo alla quale campeggia La ruota della Fortuna, scultura semovente di Jean Tinguely, artista e compagno di vita di Niki de Saint Phalle. Fronteggia la Papessa la scultura della Forza, una figura femminile vestita di chiaro che tiene a bada un drago ricoperto di specchi verdi con ali rosso fuoco. E poi, ci sono il Sole, l’Imperatore, concepito come una gigantesca cittadella munita di torri, camminamento di ronda, cortile e colonne; il luogo preferito dai bambini per giocare e liberare la fantasia. L’Albero della Vita, gli Innamorati, raffigurati come Adamo ed Eva intenti a un pic-nic; e l’Imperatrice, una grande dea in forma di sfinge, dentro la quale si scoprono un salone, un bagno e una piccola camera da letto: era la casa di Niki de Sait Phalle durante il lungo periodo di realizzazione del Parco.
Informazioni: tel. 0564.895122

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