Google riconsidera i nomi a dominio, rivoluzione SERP dei viaggi?

Google riconsidera nomi a dominio
Google riconsidera nomi a dominio

In un recente video pubblicato su YouTube da Matt Cutts, l’ingegnere di Mountain View  frontman della società californiana, si apprende che Google darà meno importanza al nome a dominio. E’ evidente che in casa Google si sono resi conto che molte SERP, soprattutto le più competitive come quelle del settore viaggi, sono manipolate da società che puntano al posizionamento grazie anche a questo particolare “bug” di Google.

Sono rimasta molto colpita lo scorso capodanno quando Google Italia ha mostrato per l’intero periodo che precede la festa, siti inutili creati ad hoc in pochi minuti che avevano lo scopo di posizionarsi nel breve periodo ma che, di fatto, hanno tolto la scena a siti molto più ricchi di informazione che trattavano lo stesso argomento ma che, a differenza dei primi, non mostravano nel nome a dominio la parola “capodanno”. A tal proposito, in quei giorni, ho scritto un post dal titolo: Capodanno a Roma, quando Google presenta SERP poco utili che sottolineava come Google dava troppo valore al nome a dominio.

Il perché Google ha dato importanza ad un nome a dominio è presto detto. Molto spesso è all’interno dello stesso dominio che si trova il brand. Immaginiamo “Nokia”, “Apple” e lo stesso “Google”. Pertanto chi cerca con parole chiavi legate al marchio deve poter vedere nelle primissime posizione il sito del brand, la cui parola si trova quasi sempre nel dominio. Il nome a dominio, però, può contenere anche parole chiavi. E allora, se devo vendere pacchetti vacanze, quale migliore occasione di chiamare “pacchettivacanze.it o .com etc. il mio brand in modo da ottenere due “piccioni con una fava”?

Ed è proprio quello che è accaduto soprattutto, ribadisco, in alcuni settori competitivi come quello dei viaggi. E’ così, chi cercava informazioni per trascorrere un “Capodanno a Roma”, per esempio, ha visto nelle prime posizioni della ricerca (SERP)  siti pressoché inutili con il solo vantaggio di avere la parola chiave nel dominio (esempio: capodannoroma.net, capodanno-a-roma.it, etc.).

Le parole di Matt Cutts, dunque, sembrano rassicurare coloro che trovano “spammose” tali situazioni. Google darà meno importanza al dominio pur riconoscendo brand blasonati. La lotta allo spam di BIG G è evidente. Nel corso di questi ultimi mesi stiamo assistendo a frequenti cambiamenti algoritmi di Google che ha nella infrastruttura Caffeine  la punta di diamante.

Negli Stati Uniti, inoltre, lo scorso fine febbraio si è assistito ad un’altra rivoluzione che ha colpito i siti delle content farm (contenuti duplicati o di scarsa qualità) con il lancio dell’algoritmo chiamato Google Panda che in Italia non ha ancora fatto il suo ingresso. Lo tsunami dei contenuti è stato presentato con largo anticipo nel nostro Paese. Staremo a vedere se colpirà davvero i siti con scarsa qualità e che vivono alle spalle degli altri, oppure dovremmo assistere ancora una volta a “falsi positivi” con “vittime innocenti” che saranno sacrificate ingiustamente alla causa.

Il Video su YouTube di Matt Cutts che spiega come Google darà meno peso al nome a dominio

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4 Commenti

  1. Ciao Joomla Blog, intanto benvenuto sul mio blog. Come al solito il troppo stroppia. Qui non si parla di un singolo sito e quindi dominio, in questi mesi/anni c’è gente che ha costruito un numero cospicuo di siti (con chiavi nel dominio) volti solo a manipolare le serp. Non considero una sciocchezza l’azione di Google sempre che la metta seriamente in atto. Ciao, Anna

  2. Invece io la penso al contrario…. solitamente quando si sceglie un nome a dominio si opta sempre per qualcosa di “contestualizzato” all’argomento che si vuole trattare. Diciamo la verità!! Google perde colpi per il suo algoritmo sempre più bacato e vuole rifarsi con sciocchezze del genere.

  3. Ciao Giovanni, intanto grazie per il tuo commento. Speriamo davvero che Google prenda le contromisure su questi “esperti” di cui se ne puo’ fare volentieri a meno. Staremo a vedere. Ciao, Anna

  4. Interessante articolo Anna e sono veramente contento di questa scelta da parte di Google, anche perché i nomi a dominio come dici tu spesso sono specchio alle allodole, utili solo ai motori ma non agli utenti. L’era dei furbacchioni è finita…il potere si sposta verso il consumatore, c’è poco da fare. Restiamo in attesa di capirne di più in merito! Ciao Anna e complimenti!

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