Giro d'Italia gastronomico nel nome della tradizione

Per due giorni le vie e le piazze della città si trasformano in un giardino di biodiversità, con antiche varietà di piante da frutto e ornamentali, ortaggi, sementi e razze rare di animali da allevamento.

E se l’occhio vuole la sua parte, ciò vale anche per il palato: la manifestazione offre un’occasione unica per scoprire l’incredibile ricchezza enogastronomia italiana. Specialità d’eccellenza, come il lardo di cinta senese, la farina di mais Marano e lo straordinario caffè di Pausa Caffè, frutto di un progetto tra Slow Food e il carcere di Torino, dove il caffè – equo e solidale- viene tostato e macinato dai detenuti sotto la guida di maestri torrefattori, sono solo alcuni esempi di quello che possiamo assaggiare.
“Piante e animali perduti” è infatti una mostra degli antichi sapori e tradizioni enogastronomiche provenienti da diverse regioni d’Italia, che offre al visitatore incredibili esperienze del gusto, come il formaggio della vacca rossa reggiana, il culatello della mora romagnola, la cipolla borettana e l’aglio di Voghiera. E chi non si accontenta di assaggiare può fermarsi per il pranzo o la cena in uno dei punti ristoro allestiti tra le piazze e le vie del centro di Guastalla. In piazza Matteotti, sotto l’imponente Campanon, simbolo della cittadina, si trova l’Osteria di Re Serpo che ammannisce tortelli, somarina e spalla cotta, mentre nella vicina piazza Roma ai tavoli de Il Boss e la Bionda si può gustare ottima carne alla griglia. Sotto il voltone del palazzo Ducale, recentemente restaurato, un punto di ristoro curato da associazioni di volontariato serve gnocco fritto, salumi e piatti della tradizione emiliana, a coronare il piccolo viaggio tra i sapori di un’agricoltura “perduta”.

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