Giorgione, orto e cucina con una “dose generosa” di curiosità

Incontro con il cuoco Giorgione, al secolo Giorgio Barchiesi, diventato noto grazie al programma del “Gambero Rosso” su Sky “Giorgione , Orto e cucina”.

Un momento dell'intervista con GiorgioneUn momento dell'intervista con Giorgione

“Giorgione Orto e cucina”, l’intervista

In un mondo artificioso, come quello della televisione, trovare un personaggio autentico come Giorgio Barchiesi in arte Giorgione, è un’operazione più unica che rara. “Galeotta fu” la“Sagra del fagiolo” di Sarconi, in provincia di Potenza, dove Giorgione è stato chiamato come testimonial essendo divenuto una vera star della food TV grazie al programma “Giorgione Orto e cucina” in onda sul canale “Gambero Rosso” dell’emittente satellitare Sky. 

L’incontro con Giorgione si è tenuto in una stanza del palazzo comunale di Sarconi, l’unica che non fosse invasa dagli organizzatori in preda alla fretta pre evento. Giorgione, con la sua inseparabile salopette di jeans e t-shirt rossa , mi è apparso all’improvviso con tutta la sua mole. Alla mia richiesta di intervista non ha esitato neanche un attimo e di colpo ci siamo trovati seduti intorno ad una scrivania, lui con nonchalance come se ci conoscessimo da sempre e io con taccuino e penna alla velocità di “Tom & Jerry”.

Chi è Giorgione e come si è avvicinato alla cucina?

Giorgione proviene da una famiglia borghese romana. Si è avvicinato al mondo culinario per curiosità. La casa di famiglia aveva una cucina all’ultimo piano, lontana dagli altri vani poiché non dovevano sentirsi gli odori. A me piaceva salire a sbirciare tutto ciò che accadeva in quella stanza. Mia madre, pedagoga, mi aveva affidato a due tate. Una era tirolese e l’altra ciociara. Quando ero piccolo andavo in vacanza in Val Pusteria dove rimanevo ben quattro mesi. Sono vissuto anche in Puglia, a Trani, ed ecco perché la mia cucina subisce una serie di contaminazioni che vanno dall’Alto Adige fino al mare del sud. Oggi, a 58 anni, mi diverto a cucinare secondo le mie conoscenze e i miei gusti.

Giorgione è solo un nome televisivo?

In realtà da piccolo mia nonna mi chiamava Giorgino poiché ero molto magro e cagionevole di salute. Da piccolo non sono mai stato grasso. La mia mole è una conseguenza della crescita e del benessere affettivo.

Come nasce una ricetta e come sceglie gli ingredienti Giorgione?

Le mie ricette nascono dalla combinazione di più cucine locali. Ho appreso molto dalle mie tate ma anche dai miei viaggi. Mi piace sperimentare scegliendo ingredienti presenti sul luogo. Così come accade nel programma, non c’è nessuna finzione in quello che faccio. E’ tutto live, tranne alcuni accorgimenti tecnici televisivi che non inficiano la spontaneità.

Dove si colloca la cucina di Giorgione? Al di fuori dell’Italia, dunque, dove potrebbe esistere Giorgione?

All’estero, in tanti Paesi, non si consumano più i pasti tra le mura domestiche. In Italia, fortunatamente, il pranzo o la cena resta un momento importante. La mia cucina si colloca lì dove c’è convivialità, curiosità, passione.  Non mi preoccupo di una collocazione,  Giorgione può esistere in qualsiasi altro posto del mondo dove si trovano gli elementi prima citati.

Intervista con GiorgioneIntervista con Giorgione

Giorgione e la “Sagra del fagiolo di Sarconi”. Cosa porta a casa da queste esperienze?

La mia cucina non ha confini territoriali. In queste circostanze compro tutti i fagioli disponibili, qui ce ne sono decine di tipologie. Uso spesso questo legume nei miei piatti, soprattutto negli antipasti.

Qual è, secondo lei,  il legame tra cucina e viaggio, cibo e territori?

Il viaggio è curiosità così come la cucina. Pertanto il legame della cucina al territorio così come per il viaggio, è indiscutibile. Non c’è cucina senza desiderio di sapere e così è anche per il viaggio. Quindi, non ci sono dubbi, il collante tra viaggiatori e appassionati di cucina è dato dal luogo, dalla destinazione.

Cosa ne pensa di progetti come il nostro  Verdegusto.it che si basano su un circuito di ristori di qualità con prodotti a chilometro zero e con piatti locali della tradizione?

Questi circuiti sono interessanti perché,  con il rispetto delle tradizioni, esaltano il territorio. La materia prima è fondamentale. Se scade la qualità viene a mancare tutto ciò che ruota intorno. Pertanto, sono felice che nascano iniziative di questo tipo con attenzione, però. C’è il rischio di sovrappopolamento. La differenza consta sempre nella qualità dell’iniziativa come quella del prodotto.

Food è esperienza ma anche comunicazione. Quanto i media aiutano il food e quanto il food supporta i mezzi di comunicazione?

Entrambi si danno una mano. C’è però un pericolo in questo momento: le trasmissioni di cucina e, del food in genere, rischiano di creare un’inflazione. La popolarità va contenuta e a volte nuocciono alla stessa trasmissione.

Ci vuole un “nonnulla”, dunque, perché una “dose generosa” possa rovinare il piatto.  Alla prossima “sminuzzata”.

Qual è il ristorante di Giorgione?

Il Ristorante di Giorgione si trova a Montefalco e si chiama “Alla Via di Mezzo”. E’ raggiungibile all’indirizzo Via Santa Chiara da Montefalco, 52, Montefalco PG. Telefono:0742 362074

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