Genius Loci alle Grotte dell'Angelo a Pertosa

Genius Loci, tra mito e religione, il nuovo evento che scalderà l'incredibile scenario naturale delle Grotte dell'Angelo a Pertosa, in provincia di Salerno. Non solo speleologia ma anche tradizione e mito, reinterpretati in led, musica elettronica e luci futuristiche e avvolgenti.

Dal 22 al 26 luglio, il mito con semplici immagini poetiche svela i misteri della vita e i suoi accadimenti a partire dal forte rapporto che unisce l’uomo alla terra in quel legame di dipendenza che caratterizza da sempre la civiltà contadina e in genere il mondo rurale. La poesia  è la chiave di lettura  di questo “viaggio nel mito” che parte da un lontanissimo passato preistorico, di cui questo territorio è testimone, per approdare al presente  attraverso le varie fasi del rapporto dell’uomo con l’idea del divino. 
Guardare alla tradizione non vuol dire però nostalgia del passato, infatti la realizzazione dell’evento si avvale di tecnologie moderne come le fibre ottiche per le luci a led e la musica elettronica realizzata col campionamento e la rielaborazione dei suoni prodotti dalla grotta.
Lo spettacolo inizia con immagini legate al terremoto e il protagonista che riflette sulle proprie paure, si affida alla protezione divina e cerca riparo nella grotta. Qui affronta con lo spettatore un viaggio durante il quale entra in contatto con gli elementi potenti della natura così come fece l’uomo preistorico, che per primo abitò queste grotte, anch’egli alla ricerca di riparo e protezione. Si attraversa il fiume immersi nei suoni naturali del luogo, si procede attratti dal maestoso ruggito della cascata come in attesa di una rivelazione. La cascata finalmente appare e con il suo canto potente trasmette rispetto e timore. Si avverte la forza creatrice della Natura e si procede in attesa di uno svelamento. Appaiono presenze che sembrano uscire dalla roccia, è lo spirito della Terra che si rivela e che afferma la sua forza generatrice. L’Uomo le riconosce questo potere e perciò affida alla Dea Madre le sorti della propria esistenza dedicandole riti propiziatori simulati dalle azioni sceniche di musicisti. La divinità femminile accompagna l’Uomo nella sua evoluzione, diventa Demetra-Sole che feconda la Terra ma poi la lascia sterile durante la ricerca di sua figlia Persefone-Luna, costretta da Ade a vivere nell’oltretomba. L’Uomo si spiega così il ritmo delle stagioni che alternano sei mesi fertili a sei di riposo dei campi. Lo sdoppiamento della divinità è interpretata da una danzatrice in un’azione coreografica con musiche che sembrano scaturire dalle rocce.
Allo sdoppiamento della divinità femminile si associa Dioniso, l’essenza maschile della fertilità che porta i frutti alla piena maturazione, che dalle cose vive fa nascere altra vita, trasforma l’uva in vino e con questo dà agli uomini l’ebbrezza che allevia i dolori sciogliendoli in canti e danze. Tre danzatori e tre musicisti inscenano un suggestivo rito dionisiaco tra immagini video e scenografie luminose. Alle credenze pagane si sostituisce la rivelazione di Dio che si manifesta con un potente raggio di luce sottolineato dalle musiche sacre di Gesualdo da Venosa.
Pur nella rivelazione del vero Dio il passato lascia traccia di sé in tradizioni popolari che uniscono passato e presente. La religione mantiene tracce delle antiche credenze e la Madonna Nera ha in sè il ricordo della pelle scura di Demetra. La musica del sassofono di Jan Garbarek suonata su canti gregoriani sottolinea l’aspetto di questo particolare sincretismo. Il ritorno al presente costringe a un percorso accidentato durante il quale la Terra rivendica i propri diritti e ripropone un patto di reciproco rispetto. L’Uomo ha dimenticato gli antichi legami, ha disatteso ai propri doveri e la Terra può diventargli nemica. La riscoperta dell’antica alleanza può ridare forza e vigore alla vita di queste terre troppo spesso oltraggiate dall’incuria degli uomini.
Al termine di questo lungo percorso si festeggia la ritrovata intesa con canti e balli popolari mentre le immagini della ricostruzione del centro storico di Auletta associate a quelle della natura rigogliosa sottolineano l’inizio di questa nuova stagione di intesa.

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