Facebook converte più di TripAdvisor

Facebook converte più di TripAdvisor
Facebook converte più di TripAdvisor

Ho letto di recente un articolo che riportava in titolo simile a quello che ho utilizzato in questo post. Secondo la società di ricerca americana PhoCusWright , nel corso del 2009 Facebook ha portato ad alcune catene alberghiere come Starwood Hotels e Resorts Worldwide ad un tasso di conversione dell’8% circa contro il 4-6% dei siti di recensione viaggi come TripAdvisor.

E’ fuori dubbio che le conversioni di Facebook arrivano da azioni di social media marketing mirate e pagine Fan Facebook degli alberghi che permettono il booking diretto senza dover fare ulteriori passaggi. In pochi click l’utente di Facebook arriva alla prenotazione. In estrema sintesi, nulla è lasciato a caso e solo azioni coordinate e seguite da esperti del settore possono portare al successo.

Shopping sui siti social negli Stati Uniti
L’elemento di novità è lo shopping sulle reti sociali dove, notoriamente, la gente va per trascorrere un po’ di tempo libero o per rintracciare vecchi amici (prima mission di Facebook prima che diventasse la piattaforma sociale più nota al mondo). Credo che in pochi abbiano pensato che in questi posti e soprattutto in Facebook ci fosse la possibilità di fare business e, nello specifico, di vendere camere. Eppure, sembra che tutto ciò accada negli Stati Uniti. E in Italia?

Shopping sui siti social in Italia
Non ho dati precisi per cui quello che scrivo in questo post è solo il frutto del mio osservatorio. In Italia credo che piani efficaci di social media marketing predisposti da professionisti siano ancora pochi. Il settore turistico è sicuramente il più vivace ma allo stesso tempo anche il più frammentato. E’ arcinoto che l’Italia è uno dei Paesi al mondo dove gli alberghi spesso sono a conduzione familiare e si tramandano da generazioni in generazioni. Ci sono intere aree del Paese come, per esempio, la riviera adriatica, dove gli hotel sono numerosissimi e spesso indipendenti, oltre ad essere a conduzione familiare. Il numero cospicuo di intermediari comporta un lavoro certosino sulla diffusione e evangelizzazione del SMM (Social Media Marketing) e così ci si imbatte in esperti di fortuna che “saccheggiano” le casse degli albergatori o in albergatori convinti di conoscere a menadito la materia e che, pertanto, non hanno bisogno di essere seguito. A questo quadro si contrappone anche l’albergatore che non crede nelle reti sociali e società senza scrupoli che pensano di risolvere il problema delle conversioni alberghiere a suon di  fatture. Al momento, quindi, credo che i siti sociali non siano in Italia ancora pronti al business ma in futuro, anche prossimo, mi aspetto un cambiamento di tendenza.

Piano di Social Media Marketing, cosa fare?
E’ indubbio che l il Web ha inserito il “pilota automatico” verso le reti sociali. Lo stesso motore di ricerca Google di recente ha lanciato nuovi algoritmi al fine di pescare contenuti anche in piattaforme social come Twitter. Nel settore turistico (ma non solo) è importante predisporre un piano di social media marketing (SMM). Il mio consiglio è di affidarsi a consulenti esperti del settore e di agire con personale interno all’azienda. Diffido dall’affidare completamente le azioni di social media marketing ad agenzie con il rischio che l’azienda non venga coinvolta. In sintesi: non affidate il vostro business interamente ad agenzie esterne ma fidatevi dei suggerimenti preziosissimi dei consulenti del settore. Il social media marketing prima che una branca del web marketing è una nuova “cultura aziendale” senza la quale nessuna impresa potrà disegnare il proprio futuro.

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