Facebook commerce un fallimento, chiusi quattro negozi

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Quattro negozi hanno chiuso battenti su Facebook commerce (f-commerce) negli ultimi tempi. Si tratta di Gamestop, Nordstrom, Old Navy, The Gap molto noti nei Paesi di origine. Il motivo è molto semplice: i fan di questi negozi preferiscono effettuare l’acquisto sul sito del rivenditore e non su Facebook.

Secondo le aspettative di Gamestop che ha aperto il negozio online lo scorso aprile, le vendite tramite la piattaforma Facebook dovevano portare introiti intorno ai 3,5 milioni di dollari. La storia racconta che Gamestop ha chiuso dopo sei mesi.

La vicenda di Gamestop che pensava di poter contare sul numero di fan per vendere videogiochi online, è la stessa delle altre tre aziende ma molte altre attività commerciali sono state chiuse sul social network senza far clamore.

D’altronde, a pensarci solo un poco, Facebook non è un luogo di acquisto. Non lo è mai stato e forse mai lo sarà, secondo me. Facebook è un posto della Rete dove è possibile condividere informazioni, recepire consigli ma non è un luogo adatto a vendere qualcosa.

La gente è restia ad acquistare sulle piattaforme di social network dove la parola d’ordine deve essere ascolto e non vendita. In Italia, inoltre, l’acquisto in Rete è ancora qualcosa di nicchia e anche settori, come quello relativo al travel, sono dietro rispetto ad altri Paesi (anche europei). Molto dietro.

E così Facebook commerce  sembra non ricevere il plauso, almeno quello che si erano aspettati nella corporate di Mark Zuckerberg. E se a chiudere sono negozi di blasone, il tempo di riflessione sembra ancora più vicino. Facebook non è un posto per vendere e per alcuni non è un luogo adatto all’advertising perché non genera conversioni. Un’affermazione non da poco all’indomani della quotazione in borsa di Facebook che oggi, più che mai, deve rispondere alla parola d’ordine: introitare. Come? Parola a Mark Zuckerberg.

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Informazioni su Anna Bruno 396 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

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