Expo Turismo Gay a Bergamo parte con le polemiche

Manca poco alla partenza di Expo Turismo Gay, la fiera incentrata su un settore del travel che sta dando ottimi riscontri. In svolgimento a Bergamo, Expo Turismo Gay sta attirando molti enti e patrocini, non senza polemiche.

Expo Turismo Gay è in partenza: dal 23 e 24 settembre a Bergamo, nell’ambito della più ampia manifestazione “NoFrills“, si parlerà nello specifico anche di questo settore del travel dedicato al segmento detto “Glbt“.
Il turismo gay è infatti uno dei comparti con maggior crescita negli ultimi anni, segno di un’attenzione maggiore per chi, anche in vacanza, desidera trovarsi a proprio agio in luoghi, situazioni e locali gay friendly.
Nella sola Italia si stima che il giro d’affari che ruota attorno al turismo gay si aggira sui 3 milioni di euro all’anno: non è un caso se la Regione Toscana ha dedicato una sezione del sito istituzionale proprio ai viaggiatori gay.
Expo Turismo Gay sarà dunque l’occasione per fare il punto sul potenziale di questo settore e per presentare – presso la Fiera di Bergamo – ad addetti ai lavori le mete preferite dal popolo gay, lesbian, bisex e transgender in tutto il mondo, così da proporle con sicurezza ai viaggiatori.
Saranno infatti presenti i tour operator specializzati e gli enti turistici che hanno puntato sulla cultura dell’accoglienza e del rispetto per i viaggiatori gay: ci saranno ad esempio la stessa Toscana, la città di Las Vegas, il Vermont, lo stato di Denver, il Colorado e molte altre realtà ancora.
Non mancano però le polemiche attorno all’organizzazione di Expo Turismo Gay: all’indomani della decisione di Michela Vittoria Brambilla di patrocinare l’evento, in qualità di Ministro del Turismo, diverse sono state le voci di dissenso, a partire da Carlo Giovanardi che ha fatto sapere che, se fosse stata una sua competenza, non avrebbe accettato di patrocinare Expo Turismo Gay poichè contrario a “forme di ghettizzazione“.
Gli ha fatto eco Elena Donazzan, assessore Pdl del Veneto che si è detta indignata di fronte al fatto che “la sessualità sia diventata prodotto turistico” e che, rivolgendosi al ministro Brambilla e chiedendone le dimissioni, ha detto che “sembra un esponente politico di sinistra” e ha continuato puntando il dito sul fatto che “il nostro elettorato sia disorientato e deluso. Mica si aspettava che il ministro del Turismo promuovesse in Italia un turismo sessuale che caratterizza Paesi arretrati oggetto di illazioni e volgarità“.
In realtà, il turismo gay nulla ha a che fare con il turismo sessuale, pratica – quest’ultima – di ben altra deprecabile natura.

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