Expedia accusa Google di violare le regole antitrust con Google Flight

Expedia accusa Google di violare le regole antitrust con Google Flight
Expedia accusa Google di violare le regole antitrust con Google Flight

Dal 13 settembre Google ha lanciato ufficialmente il suo comparatore di voli (Google Flight) suscitando rabbia e sgomento tra le OTA. D’altronde, il timore che l’acquisizione di ITA Software da parte di Google avrebbe potuto portare ad un monopolio del mercato voli online, le OTA l’avevano largamente manifestato tanto da far intervenire l’antitrust americano che, a sua volta, ha comunque autorizzato BIG G all’acquisizione di ITA Software (con il rispetto di alcune regole).

Secondo Tom Barnett, consulente di ExpediaGoogle non sta rispettando i patti e il monito dell’antitrust. A Google, in particolare, si attribuisce la mancanza di segnalazioni di link alle OTA in Google Flight, link che invece sono orientati solo verso siti delle compagnie aeree. L’esclusione delle OTA del motore di ricerca dei voli, secondo l’accusa di Expedia (del tutto giustificata), non restituisce risultati completi di comparazione prezzi.

D’altronde la corporate di Mountain View nel tentativo (riuscito) di convincere l’antitrust sulla bontà dell’operazione aveva dichiarato che l’acquisizione di ITA software era volta a dare un servizio migliore ai passeggeri che potevano comparare i prezzi di compagnie aeree e agenzie di viaggio.

Prima dell’acquisizione, ITA Software veniva utilizzato da diversi player del settore viaggi che, giustamente, avevano gridato allo scandalo e, soprattutto, chiesto l’intervento dell’antitrust affinché venisse bloccata l’operazione. Per convince l’antitrust diverse OTA, capeggiate da Expedia, avevano addirittura costituito un’associazione dal nome FairSearch. Ma a nulla è servito tutto questo, Google è riuscito ad acquistare ITA Software e, grazie all’acquisizione, si avvale anche di versioni del software più aggiornate rispetto ai clienti.

L’allarme di Expedia, tuttavia, è stato già recapito dalla Federal Trade Commission  e alcuni Stati, come il Texas, oltre alla Commissione Europea, stanno conducendo delle indagine a riguardo.


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