Dublino: debutta la Dublin Art Fair

Occhi puntati sulla nuova Dublin Art Fair in programma, dall’11 al 14 settembre, negli spazi della RDS di Dublino

Una rassegna d’arte organizzata dall’irlandese Maria McMenamin, che già alla sua prima edizione potrà contare sulla presenza di 58 affermate gallerie internazionali.
Fra queste, già confermata la presenza di Gormley Fine Art, Green Lane Gallery, Warren Gallery, Solo Arte, Belgravia, Stark Gallery, Mark Ransom, Tallantyre Gallery e Monster Truck Gallery.
Un appuntamento per collezionisti, appassionati d’arte che potranno immergersi fra un migliaio di opere firmate da esponenti illustri del XX e XXI secolo fra i quali figurano Francis Bacon, Mark O’Neill, Andy Warhol, Hughie O’Donoghue, Gerard Byrne, David Begley, Eugene Kohn, Bridget Riley, Charles Harper, Michael O’Dea, Matt Lamb, Pauline Bewick, Joby Hickey, Diana Kaufman e Graham Knuttel.
Nell’ambito della rassegna si articolerà il “Project Platform”, uno spazio espositivo che a quattro realtà del settore di presentarsi a esperti e professionisti del settore.
Monster Truck Studio & Galleries presenterà ad esempio l’opera della norvegese Magnihild Opdol, creatrice di installazioni multidisciplinari.
La speciale sezione presenterà anche lavori del dublinese Oisin Byrne.
Biglietto di ingresso 15 Euro per 3 giorni.
Informazioni: www.visitdublin.com

In attesa della Dublin Fair, gli intenditori possono già entrare nello spirito visitando alcune delle mostre attualmente in corso.
L’ultima acquisizione del National Museum of Ireland, esposta nella nuova ala della Collin Barracks, è una vetrata firmata dall’artista irlandese Harry Clarke. Lunga oltre un metro e larga 40 centimetri, è intitolata “The Unhappy Judas” e rappresenta Giuda avvolto in in un manto giallo sul quale sono dipinte le trenta monete d’argento per le quali tradì Gesù. Sopra di lui, un angelo con il cappio con cui Giuda si impiccherà dopo il tradimento. Sopra questa scena, la rappresentazione della sepoltura di Giuda. L’opera valse a Clarke, nel 1913, una medaglia d’oro, la terza in molti anni di attività, oltre ad un prestigioso primo premio attribuitogli dalla Royal Dublin Society’s Art Industries Exhibition nello stesso anno.
Per informazioni: www.museum.ie

*Densa di appuntamenti anche l’estate della National Gallery of Ireland che fino al 10 agosto espone al pubblico “Impressionist Interiors”, ovvero l’osservazione degli Impressionisti e della loro arte nell’intima visione del loro stesso movimento. E attraverso opere celeberrime di Manet, Monet, Renoir, Gauguin, Degas, Cassatt e Morisot, che all’epoca hanno contribuito a dare una visione del mondo moderno. www.ticketmaster.ie).

Visitabile fino al 28 settembre, negli spazi della Print Gallery, “Revelation” organizzata in collaborazione con il Graphic Studio di Dublino.
Numerose stampe, appositamente realizzate, si ispirano a dipinti e incisioni delle celebri collezioni della Galleria. Presentate insieme ad alcune opera delle stesse collezioni, in tutto sono rappresentati 29 artisti, e fra questi Cliona Doyle, Yoko Akino, Stephen Lawlor, Jean Bardon, William Crozier, Guggi, John Kindness, Donald Teskey e Nigel Rolfe.

Prosegue invece sino al 30 novembre la mostra “Jack B. Yeats:Highlights from the Model Arts and Niland Gallery“, raccolta di dipinti del fratello del poeta William Butler Yeats allestita in collaborazione con la National Gallery of Ireland allo Yeats Museum di Sligo ( ingresso libero).
Per informazioni sulle esposizioni in corso e su quelle in programma www.nationalgallery.ie

Aperta invece fino al 12 ottobre, all’Irish Museum of Arts, la prima personale dedicata alla tedesca Ulla von Brandenburg, una delle voci più innovative dell’arte contemporanea. L’esposizione conta le ultime opere che esplorano ricorrentemente temi e soggetti attraverso una varietà di linguaggi, inclusi film, pitture, installazioni e performances (www.imma.ie )
Non c’è fretta poi per ammirare “Arts of the Books” , la nuova esposizione permanente della prestigiosa Chester Library. Una sezione che ruota attorno a testi del Vecchio Mondo, incluso il mondialmente noto Chester Beatty Love Poems (c.1160 a. C), antichi libri delle morte egiziani, manoscritti medievali finemente miniati, stampe europee d’antica fattura. Il percorso espositivo illustra anche la ricchezza dei manoscritti di tradizione islamica nonché la calligrafia e le squisite rilegature di testi giunti dal Medio Oriente e dall’India. Fra le opere dell’Estremo Oriente è inclusa una delle principali raccolte cinesi di libri di giada, cartigli illustrati giapponesi ispirati a favole e leggende, e suntuosi stampi in legno. L’esposizione è illustrata e completata da audio visivi che aiutano il visitatore a entrare nell’argomento specifico e decifrarne i contenuti. Informazioni: www.cbl.ie

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