Da Timbuctu all’Oceano, 18 Giorni di esplorazione del Sahara fra Mali e Mauritania

“Se Taudenni è stata fino a questi anni « il sogno proibito » di molti sahariani, questa spedizione va oltre ... Proprio da Taudenni inizia la parte estrema, ignota del viaggio.

Ripercorreremo gli antichi tracciati delle carovane che dalle miniere di sale di Teghaza collegavano a sud Timbuctu e Oualata nel paese dei neri, a ovest le oasi di Chinguetti e Ouadane, a nord Sijlmassa, il Maghreb e la costa mediterranea. La data di questa grande traversata coincide con il momento di massima concentrazione delle carovane sull’asse Timbuctu – Taoudenni.”
La prima parte sarà un insieme d’esperienza sahariana e scoperta etnica. L’itinerario partirà da Timbuctu per seguire le tracce dell’Azalai di Taudenni, l’ultima grande carovana del sale. Visiteremo il villaggio carovaniero d’Araouane; incontreremo lunghe carovane di cammelli carichi di bianche sbarre di sale. Valicando un dedalo di dune rosso – arancio, scopriremo il “mondo a parte” di Taudenni. Le mitiche miniere di sale perdute nel centro del più grande deserto del mondo, dove ancora si estrae il sale con i ritmi e i metodi di un tempo.
La seconda parte dell’itinerario, da Taudenni a Ouadane, sarà fuori d’ogni traccia, navigando attraverso l’ignoto. Una vera esplorazione lungo vie carovaniere di commerci e relazioni oggi dimenticati. Incontreremo gruppi veramente isolati di nomadi R’Gaybatt. Queste dimenticate regioni sahariane sono così lontane dalla capitale che non vi è alcuna presenza “statale”. Le frontiere sono linee dritte sulla carta, che dividono il nulla dal nulla. In queste “no man land” la nostra spedizione sarà autonoma in tutto e per tutto. Il paesaggio varierà dalle grandi dune della parte meridionale dell’erg Chech alle dorsali rocciose e ai canyon dell’Hank, fino ai numerosi grandi letti di lago secchi dalle sfumature che vanno dal rosso al viola, dall’azzurro al verde. In una valle silenziosa scopriremo le vestigia di Teghaza, le antiche miniere di sale abbandonate da più di tre secoli. Questo centro minerario nel cuore del deserto è stato il fulcro dei commerci carovanieri di tutto il Sahara centro – occidentale. Situato a mezza via fra Marocco, Tohat algerino e le città carovaniere del Mali e della Mauritania, è all’origine dello sviluppo di Oualata e Timbuctu. Ma questa regione fu abitata molto prima: vi sono stati rinvenuti cocci di vaso vecchi di 9.000 anni, che farebbero dell’Africa il continente delle più antiche terrecotte.

La terza parte dell’itinerario (Ouadane, Chinguetti, Nouakchott) ci porterà alle oasi della Mauritania, antichi centri di cultura islamica in perpetua lotta contro le sabbie del deserto che vorrebbero inghiottirle. Percorreremo i grandi sistemi dunari dell’Amatlich, fra i più belli del paese. L’ultimo fuori pista attraverserà un dedalo di dune per portarci dove le sabbie del deserto incontrano il blu dell’oceano. Un corsa finale sulla spiaggia, interrotta qua e là dallo spumeggiare delle onde, da nugoli di gabbiani e dai relitti di antichi naufragi, ci porterà a raggiungere la capitale. L’avvicinarsi di Nouakchott sarà segnalato dalla presenza di grandi piroghe colorate.

ITINERARIO

Giorno 1: ARRIVO A BAMAKO.
Arrivo nella capitale del Mali, assistenza in aeroporto e trasferimento in Hotel.

Giorno 2: TIMBUCTU, LA LEGGENDA
Volo per Timbuctu, arrivo in fine mattinata.
Timbuctu vanta un passato di prestigio. Qui ricchi mercanti si mescolavano all’intellighenzia e ai suoi cenacoli. Di quel tempo restano tre moschee: la Djinguereber, costruita nel 1327 da El Saheli, architetto andaluso e considerata la più antica costruzione in argilla esistente; la Sancire del XV secolo, che ospitò anche una famosa università, e la Sidi Yahya, costruita nel 1400 dal marabut El -Moktar Hamall. Interessanti anche altre tracce di un passato glorioso: finestre, porte, colonne e decorazioni di stile marocchino.
Anche se Timbuctu sembra aver perso parte della propria vitalità, resta una città attiva per le caste di borghesi Songhay che l’abitano e per i mercanti arabi che controllano i commerci sahariani. Qui è possibile acquistare prodotti dell’artigianato Tuareg e moresco (portafogli, porta pipe, anelli, monili, spade, pugnali, teiere) dai numerosi venditori ambulanti.

Giorno 3: ARAOUANE
Se Timbuctu è chiamata “la porta del deserto”, il modo autentico per lasciare Timbuctu è verso il deserto, lungo la pista delle carovane che da qui partono in direzione delle miniere di sale. Il nostro primo punto di riferimento è il villaggio di Araouane, edificato sulle dune che lo proteggono, lo nascondono e tendono a sommergerlo. Araouane, l’unico villaggio lungo il percorso dell’Azalai, risale all’XI secolo, quando fu edificato da un predicatore islamico proveniente da Baghdad. Ancor oggi gli abitanti di questo sperduto villaggio si dicono suoi discendenti, la tribù degli Ouled Sidi Hammed. L’antica moschea conserva la tomba del fondatore. Il villaggio edificato sulle dune è composto da poche case d’argilla semisommersa dalla sabbia. L’unica attività del villaggio è il commercio carovaniero. Fra ottobre e aprile lunghe carovane di cammelli cariche di sale transitano in direzione di Timbuctu. Saremo ricevuti dall’Amenokal, il capo villaggio, con cui abbiamo relazioni d’amicizia. Prima notte di bivacco sulle dune.

Giorno 4: AZALAI, LA CAROVANA DEL SALE
Fuori da ogni pista, punteremo in pieno nord seguendo il percorso dell’Azalai.
Quella di Taudenni è la più importante carovana del Sahara, e la più difficile a causa della lunghezza del percorso e della rarità dei punti d’acqua. Per questa ragione è anche la meno conosciuta. Pochi sono gli stranieri che si sono avventurati in queste regioni. L’esploratore francese René Caillé ne lasciò una vivida descrizione nel suo libro Viaggio a Timbuctu scritto nel 1828, e ben poco è cambiato da allora. Il percorso dell’Azalai è composto da due viaggi: l’andata per raggiungere le miniere e il ritorno per portare il carico di sale a Timbuctu. In tutto 1.600 km, durante i quali gli uomini marciano a piedi per non stancare i cammelli, che al ritorno saranno caricati con quattro barre di sale del peso di 30 kg ciascuna. La maggior parte delle carovane che incontreremo sarà composta da un numero di cammelli variante fra i 50 e i 200 capi.
Foum El Alba, l’altro passaggio obbligato fra le dune, è il punto d’incontro delle carovane provenienti da nord e sud, che si scambiano le ultime notizie sul corso del sale a Timbuctu, sullo stato dei pozzi e sulle relazioni, sovente difficili, fra le varie tribù nomadi.

Giorno 5: TAUDENNI, LE MINIERE DEL SALE
Visiteremo la più importante miniera di sale di tutto il Sahara: la mitica Taudenni. La leggenda ha avvolto nel mistero questo luogo per una serie di ragioni. Nell’antichità il commercio del sale era una grande fonte di reddito. Il mondo arabo non permise a nessuno straniero di mettervi piede. Dopo l’indipendenza il regime militare al potere in Mali trasformò Taudenni in bagno penale, in cui furono inviati i prigionieri politici invisi al regime, divenendo così tristemente celebre come prigione da cui non si ritorna. Durante quell’epoca l’accesso a Taudenni fu di nuovo proibito agli stranieri. Con la caduta del regime militare nel 1991 la prigione fu abbandonata, ma ben presto anche il posto militare fu abbandonato perché troppo isolato ed esposto agli attacchi dei ribelli Tuareg, che resero di nuovo impossibile l’accesso a quei luoghi. Con la fine della rivolta Tuareg la regione si è timidamente riaperta, anche se in queste zone troppo lontane dalla capitale non vi è alcuna presenza dello Stato. Le miniere sono una miriade di grandi buchi a cielo aperto, dove il sale è scavato manualmente dagli Harratines, i discendenti degli schiavi neri. Anche gli strumenti e la tecnica sono gli stessi di secoli fa. Le miniere sono attive solamente nei mesi invernali, per essere abbandonate durante la stagione calda. I minatori abitano in capanne edificate con blocchi di sale. A Taudenni il sale è ovunque. Anche l’acqua del pozzo è salmastra. La sola “autorità” di questa regione, vasta migliaia di chilometri, è il Marabut, con il quale intratteniamo rapporti di amicizia.

Giorni 6 e 7: TRHAZA, MIRAGGI DI ANTICHE CAROVANE.
Teghaza (o Trhâza) è il sito delle antiche miniere di sale, che hanno permesso lo sviluppo economico e politico di Oualata e Timbuctu. Trhâza è all’incrocio delle vie fra Marocco, Tohat algerino e le città carovaniere di Mali e Mauritania. Fu il fulcro dei commerci carovanieri di tutto il Sahara centro – occidentale. Questo sito fu abbandonato nel XVII secolo a favore di Taudenni, più vicina al terminal carovaniero di Timbuctu. Le miniere, che si estendono su diversi chilometri, si trovano in una valle chiusa fra una falesia e una grande catena di dune del Erg Chech. Procederemo con cautela evitando gli avvallamenti salmastri che a detta dei carovanieri possono agire come sabbie mobili. I pozzi delle miniere sono ancora riconoscibili, come i resti di alcuni edifici realizzati usando blocchi di salgemma come mattoni.
La leggenda vuole che Trhâza venisse abbandonata perché “maledetta”, cioè abitata dai Djinin, i demoni del deserto. Ancor oggi, dopo numerosi secoli d’oblio, la visita di questo sito risveglia un senso d’inquietudine. Scoprire questi luoghi silenziosi dà l’impressione di risvegliare i fantasmi di mercanti, predoni, carovanieri e generazioni intere di schiavi…
Il pozzo di Agaraktem marca il confine fra Mauritania e Mali: una linea ipotetica che divide il nulla dal nulla.

Giorni 8 e 9: ASSOLUTO & INESPLORATO
Attraverseremo il versante meridionale dell’Erg Chech, famoso per le difficoltà che hanno fatto naufragare numerose spedizioni. El Hank, dune di Alafia, Bir Amrane sono tanti punti sulla carta, misteriosi e sconosciuti all’occidente, che congiungeremo con il filo del nostro viaggio alla scoperta dell’ignoto. Grandi spazi sahariani, rocce, sabbie, grandi letti di lago dove il paesaggio prende colorazioni violacee, azzurre, verdi. Utensili di pietra, frammenti di terracotta, perline d’osso o di conchiglia, reperti di antiche presenze umane che vissero qui in epoche dimenticate. L’avvicinamento ai pozzi sarà cauto. Incontreremo i gruppi più isolati dei leggendari nomadi R’Gaybatt, che ancora ubbidiscono alle loro fiere leggi tribali. I R’Gaybatt sono i nomadi che popolano i racconti di Saint-Exupery, come Volo di notte.

Giorno 10: ARTE RUPESTRE, UNA GALLERIA A CIELO APERTO
Lungo i bastioni rocciosi del Trig Chouail lo spettacolo è impressionante: ogni superficie rocciosa è coperta di graffiti. Senza contare quelli più recenti (dell’epoca arabo – berbera), ben 220 pannelli raffigurano oltre 600 soggetti; una vera immensa galleria d’arte a cielo aperto, con una retrospettiva di 4.000 anni d’arte rupestre.
L’uscita della valle del Trig Chouail è protetta dal minuscolo forte di El Ghallaouiya, appartenuto alle truppe Mehariste durante l’epoca coloniale. Vi regna un’atmosfera da Deserto dei tartari. Il forte è stato recentemente rioccupato da una guarnigione dell’esercito mauritano.
Il percorso continuerà attraverso un movimentato paesaggio di roccia e sabbia, in una zona ricca di insediamenti nomadi.

Giorno 11: UN ENIGMA GEOLOGICO
Il Guelb er Richat è un cratere piatto, di circa 40 km di diametro, composto da tre corone concentriche e una piana anulare bordata da una falesia. Antico enorme vulcano appiattito dall’erosione? Traccia concentrica di un meteorite gigante caduto sulla terra in un’altra era? Cercando i passaggi fra i cordoni di roccia attraverseremo questo luogo enigmatico. Al centro un campo tendato ospita i rari viandanti.

Giorno 12: OUADANE¸ OASI DIMENTICATA
Nove giorni dopo aver lasciato Araouane, l’ultimo insediamento permanente, raggiungiamo l’oasi di Ouadane.
Ouadane è la più settentrionale e lontana delle oasi mauritane. Villaggio fantasma, delle originali 3.000 abitazioni in pietra, oggi solo 400 sono ancora abitate e ben poco resta dell’antica ricchezza di quello che fu uno dei più settentrionali snodi commerciali fra Maghreb e Africa nera. Nel 1910 lo scrittore francese Psichari scriveva della regione da cui proveniamo: “Eccoci a una pietra miliare del deserto: al di là, le sabbie vergini, l’immensità senza acqua, la morte. Di colpo siamo gettati in questa implacabile solitudine, più imprendibile di una fortezza”.

Giorno 13: CHINGUETTI
Incastonata in un vasto complesso di dune appare l’oasi di Chinguetti. Villaggio di origine berbera e antica capitale del paese dei Mauri, è il principale centro spirituale dell’Adrar e settima città santa dell’Islam. Una parte dell’oasi è oggi abbandonata e molte case sono state inghiottite dalla sabbia. Interessanti: l’antico Ksar in pietra bianca, che con le sue 5 torri è un notevole esempio di architettura arabo – berbera. Nello Ksar è possibile visitare le collezioni di manoscritti e oggetti tradizionali conservati dalle antiche famiglie della città.

Giorni 14, 15, 16: ADRAR: LE MONTAGNE DEL DESERTO
L’Adrar è la più spettacolare delle regioni della Mauritania. Alte montagne, passi, valli in cui s’incuneano lunghi cordoni di dune, oasi e palmeti. La sorgente dell’oasi di Tergit è in una caverna ricca di stalattiti. Il passo di Tifoujar si dimostrerà una vera sfida per gli autisti e i veicoli: dalla cima potremo ammirare uno dei più maestosi panorami dell’Adrar.

Giorno 17: DAL DESERTO ALL’OCEANO
Un labirinto di dune ci porterà verso l’oceano. Nella sabbia appariranno prima le conchiglie di un antico fondo marino, poi d’improvviso l’azzurro del oceano.

Giorno 18: SULLA SPIAGGIA DI NOUAKCHOTT
Una corsa finale sulla spiaggia. Al nostro arrivo si alzeranno in volo centinaia di gabbiani. Il giallo della sabbia marina sarà interrotto qua e la dalla schiuma bianca, dalle grida di centinaia di gabbiani e dalla presenza di relitti, testimoni di antiche tempeste. Una grande concentrazione di piroghe colorate ci annuncerà l’avvicinarsi di Nouakchott. Entreremo nella capitale della Mauritania direttamente dalla spiaggia. Dopo una breve sosta in hotel per la doccia, trasferimento in aeroporto.

SCHEDA TECNICA

Pernottamenti:
A BAMAKO Hotel Plaza o similare, camere con aria condizionata e servizi, piscina, confortevole. A TOMBUCTU Hotel Azalai, camere con aria condizionata e servizi. A CHINGUETTI Campement Les Caravanes, dal comfort spartano. A NOUAKCHOTT. Hotel di buon comfort. Camere con aria condizionata e servizi in day use.
Tutti gli altri pernottamenti al campo in tende moderne adatte al clima sahariano. i pasti al campo saranno preparati da un cuoco professionale, con picnic a mezzogiorno e pasti caldi la sera. Il cibo sarà abbondante e integrato, quando possibile, con prodotti locali freschi; cucina di tipo francese e tuareg. Vino di buona qualità sarà servito a cena.

Guide:
Capo spedizione: Alberto Nicheli, 43 spedizioni nel Sahara, comprendenti missioni di ricerca etnologica sui Tuareg e sull’arte rupestre e organizzazione logistica di un documentario sulle carovane Tuareg per Discovery Channel. Attraversata in solitario del Sahara. Otto spedizioni a Taudenni e le “prime” fra Taudenni e Oualata e Timbuctu – Taudenni – Chinguetti. Numerose ricerche in Africa Occidentale con Angela Fisher e Carol Beckwith per National Geographic.
Alberto sarà coadiuvato da un’esperta guida maura ex carovaniere.

Trasporti: 4×4 equipaggiate per un grande raid autonomo. Autisti locali con lunga esperienza sahariana, meccanico, GPS per navigazione satellitare, pick-up 4×4 d’appoggio logistico. Un deposito di carburante sarà precedentemente depositato nel deserto.

Vaccinazioni: obbligatoria contro febbre gialla; raccomandata la profilassi antimalarica soprattutto per il primo giorno.

Clima: caldo, temperato durante il giorno; da fresco a freddo la notte.

Visto: necessario il visto per Mali e Mauritania.

Gruppo: minimo 8 persone – massimo 15.
Itinerario, date, sistemazioni, visite potranno essere modificati o annullati per ragioni di forza maggiore, a sola discrezione del capo spedizione.

Prezzi:
Gruppo da 11 a 15 partecipanti: a persona in camera e tenda doppia 3.543 euro
Gruppo da 8 a 10 partecipanti: a persona in camera e tenda doppia 3.669 euro
Supplemento camera e tenda singola 269 euro.
Il prezzo comprende il volo interno Bamako – Timbuctu, le vetture 4×4 e un Pic up 4×4 di assistenza logistica durante l’intera spedizione, un ulteriore veicolo 4×4 depositerà uno stock di carburante nella regione di Taoudenni, il ritorno a vuoto dei veicoli da Nouakchott a Timbuktu (1.900 km di strada e pista). Tutti i pernottamenti e la pensione completa dalla colazione del secondo giorno al pranzo del sedicesimo.
per chi desidera altre notizie: Alessandra Callegari:
339 5324006

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