Viterbo: dal quartiere medioevale alle fontane della città dei Papi

Città dalle remote origini etrusche, Viterbo vanta un patrimonio artistico e monumentale tra i più prestigiosi del Lazio. Capoluogo di origine etrusca all'interno della provincia della Tuscia, a nord della regione Lazio, coglie impreparati per la propria bellezza e caratteristiche urbanistiche di stampo medioevale. Ecco cosa vedere a Viterbo e cosa fare nella città dei Papi.

Vie di Viterbo - Foto di travelspot

Sommario

Viterbo cosa vedere: Palazzo dei PapiPalazzo dei Papi, Viterbo

Le mura di Viterbo

E un giro attorno alle possenti mura, che avvolgono il centro storico, munite di antiche porte, in corrispondenza delle quali si ergeva spesso una torre gentilizia (pare che in origine se ne contassero più di centro), messa a guardia non solo del rispettivo palazzo, ma anche della città.

10 Basilica e Convento di San Francesco alla Rocca

Entrando da Porta Fiorentina sulla sinistra, nella parte alta di piazza san Francesco, sorge il complesso monumentale della Basilica e del Convento di San Francesco alla Rocca. La costruzione ebbe inizio nel 1237, su un’area donata ai Francescani da Gregorio IX. Nel 1873 il complesso chiesa-convento fu espropriato, a causa della soppressione degli ordini religiosi e, solo nel 1886 il tempio, che era stato dichiarato monumento nazionale, venne riaperto al culto. I bombardamenti del 1944 colpirono duramente la chiesa, lasciandone in piedi soltanto i muri perimetrali. La ricostruzione, completata nel 1953, ad opera della della Soprintendenza, ha restituito al tempio le linee originarie. Nella chiesa emergono per bellezza il mausoleo di Adriano V, attribuito ad Arnolfo di Cambio, Il mausoleo di Clemente IV, di Pietro Oderisio e l’oliario firmato dal Vassalletto.

Nei locali del convento sono accolti: la biblioteca interconventuale e un museo di arte contemporanea, con opere di Greco, Mastroianni, Brindisi, Cesetti, De Chirico, Valery Escalar ed altri. Questo museo è il frutto dell’intelligente lavoro di padre Felice Rossetti (nativo di Grotte) che è riuscito, nel corso degli anni ad accumulare il materiale che oggi è esposto.

Basilica di San Francesco alla Rocca Viterbo| Cosa vedere Viterbo
Basilica di San Francesco alla Rocca Viterbo| Cosa vedere Viterbo

11 Museo Erbario della Tuscia

È uno dei tre Erbari universitari del Lazio, inserito nella rete del Musei della Città di Viterbo e nella Rete dei Musei universitari della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane). Il Museo Erbario della Tuscia è stato annoverato dal 1996 nell’Index Herbariorum (catalogo mondiale degli Erbari) con l’acronimo ‘UTV’, oggi vanta una raccolta di oltre 29.000 saggi essiccati di ‘spermatofite’ e ‘pteridofite’ in ottimo stato di conservazione, riuniti in 360 pacchi; i saggi sono stati forniti da più di 700 raccoglitori italiani e stranieri e la raccolta viene incrementata di circa 500-1.000 saggi all’anno.  L’Erbario dispone di una biblioteca con più di 150 volumi, di attrezzature per l’allestimento, lo studio e la conservazione dei saggi, di un importante archivio informatizzato. Esso rappresenta una struttura dedicata in primo luogo allo studio della biodiversità vegetale e alla sua documentazione nel tempo, con particolare riferimento al territorio italiano, garantendo la consultazione e il prestito dei campioni soprattutto a specialisti tassonomi e geobotanici.

12 Museo della Casa di Santa Rosa

La struttura monastica di Santa Rosa sorse ad opera di papa Innocenzo III per ospitare un gruppo di pie donne viterbesi che si erano ritirate sul colle San Marco a vivere secondo le regole francescane. Da questo momento la struttura, trovandosi sulla via Francigena, divenne un punto di incontro e di passaggio per i pellegrini diretti a Roma. Il santuario ospita, dal 1253, il corpo incorrotto di Santa Rosa.

Sono da visitare la chiesa e la casa della santa che insieme al monastero di clausura rappresentano di per sé un’insieme monumentale di elevata importanza storica oltre che fungono da ampio raccoglitore di testimonianze culturali: oltre ai tanti paramenti ed arredi sacri (calici, reliquiari, candelieri, ecc.) numerosi sono anche gli ex-voto dipinti su tela, su tavoletta o in forma di bozzetti, raffiguranti la vita di Santa Rosa.

13 La Macchina di Santa Rosa

Caratteristica manifestazione culturale della città è la “Macchina di Santa Rosa”: una torre alta 28 metri e pesante 50 quintali, trasportata dai Facchini di Santa Rosa, patrona della città, che il 3 settembre di ogni anno, da circa 750 anni, viene portata a spalla per le vie della città.

Macchina di Santa Rosa, Viterbo - Foto La Luce di Maria
Macchina di Santa Rosa, Viterbo – Foto La Luce di Maria

14 Viterbo e dintorni: La fonte del Bullicame e Villa Lante

Fuori del centro cittadino si trova la fonte del Bullicame, sorgente di acqua sulfurea citata dal Dante nel XIV canto dell’Inferno, le cui proprietà estetiche e curative ne fanno una delle principali mete turistiche della citta’. Poco lontano, la strada del Signorino offre un suggestivo percorso tra le pareti di un’antica via etrusca scavata nel tufo, così come molte gallerie sotterranee che collegavano un tempo gli edifici all’interno della citta’, oggi adibite a cantine.

Villa Lante a Bagnaia, frazione di Viterbo è, assieme al Parco dei Mostri di Bomarzo, uno dei più famosi giardini italiani a sorpresa manieristici del XVI secolo.

Viterbo cosa fare

15  Dove e cosa mangiare a Viterbo

Viterbo è ricca di locali, osterie e trattori tipiche della Tuscia con prezzi nella media. Tra le specialità gastronomiche consigliamo i lombrichetti, gustosa pasta di acqua e farina, l’acquacotta viterbese, zuppa di cicoria, patate e uova in camicia e i tozzetti con nocciole sostituite alle mandorle della tradizione senese.

Lombrichetti alla viterbese
Lombrichetti alla viterbese

16  Dove dormire a Viterbo

Gli alloggi a Viterbo hanno prezzi oscillanti a seconda delle tipologia e della categoria. Si va di più economici B&B agli hotel lusso 5 stelle. Dipende tutto da quanto si intende spendere.

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