Cosa vedere a Sanremo: luoghi di interesse della città dei fiori

Sanremo è una splendida cittadina sulla costa ligure nota per la sua kermesse canora ma anche per il casinò, per il lungomare punteggiato da palme e per le ville in stile Belle Epoque mutuate dalla vicina Francia.

Panoramica di Sanremo
Panoramica di Sanremo

Sommario

Splendida e rinomata località ligure, Sanremo è associata in gran parte all’edizione annuale del Festival della canzone italiana che si tiene in questa località dalla prima metà del XX secolo. Ma Sanremo è una nota località di villeggiatura della Liguria, in provincia di Imperia, non molto distante dalla vicina Francia. Vediamo cosa vedere e cosa fare a Sanremo.

Cosa vedere e cosa fare a Sanremo

1 Passeggiare lungo i viali e il lungomare

I viali di Sanremo invitano a passeggiare tra palme e giardini molto curati. Il parco Marsiglia presenta piante esotiche e la Riviera Palace Hotel ospita l’ufficio del Turismo. Il lungomare con le sue palme de “la città dei fiori” ricorda località blasonate della Costa azzurra, con i suoi giardini e le graziose ville che denotano un certo tenore di vita non proprio popolare. Se siete alla ricerca di un parcheggio a Sanremo, potete parcheggiare proprio sul lungomare della Nazioni, in riva al mare oppure in Corso Imperatrice.

Lungomare Imperatrice - Foto Libreria Peter Pan
Lungomare Imperatrice in una foto datata – Foto Libreria Peter Pan

2 Il casinò di Sanremo

Sanremo è una località che ospita uno dei pochi casinò ubicati in Italia. Il casinò è  stato aperto nel 1905 per poi essere ampliato durante gli anni successivi. E’ aperto tutti i giorni e si trova all’inizio di Corso Matteotti.

Casinò di Sanremo
Casinò di Sanremo

3 Il Teatro Ariston

Il Teatro Ariston di Sanremo è (forse) uno dei più noti d’Italia grazie alle edizioni annuali (solitamente a febbraio) del Festival della canzone italiana noto proprio come “Festival di Sanremo”. Il Teatro Ariston si trova lungo il corso Matteotti e ha una facciata vecchio stile (Art Decò) con il suo secolo di vita (1924).  Dal 1977 è sede fissa della kermesse canora che in precedena si teneva al casinò in spazi certamente più angusti rispetto al teatro.

Facciata del Teatro Ariston, Sanremo
Facciata del Teatro Ariston, Sanremo

4 La Pigna

Sanremo racchiude una deliziosa città medioevale tra alcuni bastioni. Si tratta della “Pigna”. E’ questo un luogo assolutamente da vedere con le vie, le piazze, le fontane tutte datate in periodo medioevale e case ancora abitate. Tra le piazze più belle c’è “piazza dei Dolori” ma tutta la zona si presta ad una piacevole passeggiata tra palazzi e caffè che riecheggiano il tempo che fu.

La Pigna, Sanremo
La Pigna, Sanremo

Le ville di Sanremo

5 Villa Nobel

Villa Nobel è un magnifico edificio ottocentesco che si eleva in stile eclettico a levante dell’abitato lungo corso Cavallotti. La sua storia ebbe inizio alla fine del 1870, quando il farmacista di Rivoli Pietro Vacchieri fece costruire su progetto di Filippo Grossi un’elegante palazzina apprezzata “per la sveltezza e l’eleganza delle sue forme”. L’aspetto generale della villa, circondata da un bellissimo parco di piante pregiate che si estendeva fino al mare, movimentata da tettoie, tetti “alla francese”, era tutt’altro che spiacevole. Colpirono Nobel che l’acquistò il 25 aprile 1891 con anche la disponibilità di un ampio terreno (mq 6.099), attraversato da due passaggi a livello, dotato di candelabri a gas e di due pozzi con relative pompe oltre che di una serie di piccole costruzioni e precari. Nobel vi abitò in solitudine per 6 anni (1890-1896). I lavori di ristrutturazione, affidati nel 1892 all’architetto Pio Soli, non stravolsero il progetto originario ma comportarono la sopraelevazione di un piano e modifiche alle coperture centrali e delle torrette. Nel sottotetto, vennero aperte finestre alternate a metope affrescate. Alla morte dello scienziato svedese, avvenuta nel 1897, la villa passò a Max Adolphe Philipp, Direttore della Società Tedesca di Dinamite, per poi essere nuovamente ceduta. Risale al 1969 la vendita all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sanremo, che la destinò a manifestazioni di cultura e turismo a cui fece seguito l’ultimo passaggio di proprietà, nel 1973, alla Provincia di Imperia che negli anni Ottanta ne affidò l’ordinamento permanente alla Fondazione Nobel, con la supervisione dell’ingegner Strandh, Direttore del Museo della Tecnica di Stoccolma. Dal 1993 nuovi lavori di restauro e allestimento la trasformarono in museo.

Villa Nobel a Sanremo
Villa Nobel a Sanremo

6 Villa Ormond

Era il 1875 quando l’imprenditore svizzero Michel Louis Ormond, a capo di una manifattura di sigari a Vevey, nonché uomo politico amante e cultore della storia e delle arti, divenne proprietario di Villa Rambaldi, al centro di una vasta tenuta nella zona orientale di Sanremo. Dopo aver sposato, infatti, a Parigi nel 1866 la poetessa francese Marie Margherite Renet, le cagionevoli condizioni di salute della moglie indussero Michel Louis Ormond a cercare una residenza nella Riviera. Quando il 25 febbraio del 1887 un violento terremoto si abbattè sul Ponente ligure, la residenza degli Ormond riportò danni molto seri, tanto che la famiglia elvetica decise di far erigere un nuovo edificio: dopo due anni di lavori (1889) il risultato che ne conseguì fu l’elegante Villa Ormond, nata dal progetto dell’architetto svizzero già autore del Teatro dell’Opera di Ginevra e di numerose ville dell’alta società elvetica. La villa ebbe tra i suoi ospiti illustri i Principi di Prussia, il Duca d’Aosta e l’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Con la morte prima di Michel Louis Ormond (1901) e poi di Marie Margherite (1925) la proprietà degli Ormond fu messa in vendita e fu il Comune di Sanremo a concludere l’affare, acquistando l’intera tenuta nel 1930 per tre milioni di lire. Grazie al podestà di allora, Pietro Agosti, il parco fu aperto al pubblico e furono costruiti l’ampia fontana disegnata dall’Agosti stesso e il padiglione per le esposizioni. Oggi un’ala della villa ospita l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, mentre la villa è spesso usata come sede di mostre floreali internazionali o per manifestazioni turistiche.

Villa Ormond, Sanremo
Villa Ormond, Sanremo

7 Villa romana di Bussana

I resti della villa romana di Bussana si trovano in prossimità della foce del torrente Armea, in località Capo Marine. In antico, la villa era disposta lungo il probabile tracciato della via Julia Augusta o su di una viabilità secondaria a essa collegata. Non si può escludere che la villa avesse in origine una estensione assai maggiore di quella visibile e che comprendesse al suo interno oltre alla parte produttiva anche una parte residenziale, anche se questa non si è conservata. Non si tratterebbe, quindi, di una semplice villa rustica ma di una vera e propria residenza extra-urbana, attrezzata ad accogliere il proprietario per soggiorni più o meno lunghi. A ulteriore prova di questa interpretazione è anche la tecnica piuttosto curata che si riscontra nella costruzione dei muri, l’opera cementizia con paramento in blocchetti rettangolari di calcare e arenaria (petit appareil).

Ad eccezione di una fornace per la cottura di mattoni e laterizi e di una conserva d’acqua, non è facile sapere quale sia stata la funzione degli ambienti conservati poichè per la maggior parte non presenta allestimenti particolari che possano documentare lo svolgersi di attività specifiche, pertanto si può pensare a destinazioni funzionali generiche come magazzini o granai, o altre comunque connesse alle attività domestiche. Al di fuori dei muri perimetrali della villa e, quindi, forse del tutto estraneo a essa, sorge un sepolcro di forma quadrangolare all’esterno e semicircolare all’interno, in modo tale da ricavare una grande nicchia absidata dove poteva essere collocata la statua celebrativa del defunto o quella di una divinità. La tecnica di costruzione dei muri è simile a quella usata per la villa, ma i blocchetti in pietra sono alternati con file di laterizi. I materiali ceramici provenienti dallo scavo della fornace, i rinvenimenti di monete e epigrafi consentono di datare la costruzione della villa e del sepolcro tra il I e il II secolo d.C..

Villa romana di Bussana - Foto Generazione di Archeologici

8 Villa romana della Foce

I resti della villa romana della Foce si trovano nei pressi del cimitero monumentale di Sanremo, vicino allo sbocco a mare del Rio Foce. Il sito era noto dal Seicento, come ci tramandano notizie di eruditi locali. Secondo ipotesi prive di fondamento, cui tuttavia è stato dato credito fino agli inizi del XX secolo, la villa era identificata come Villa Matuciana, nome derivante da un toponimo che ricorda il centro principale di questa zona in epoca romana, verosimilmente da identificarsi con l’area urbana di Sanremo. A seguito della segnalazione dell’Ispettore onorario ing. P. Agosti nel 1925 iniziarono le prime indagini archeologiche ad opera dell’archeologo P. Barocelli, il quale mise in luce alcuni ambienti, correttamente riconosciuti come parte di un impianto termale pertinente a una villa. Altri resti, forse sempre appartenenti a questo stesso edificio, vennero individuati più a ovest, presso il rio San Bernardo, mentre fu solo ipotizzata l’esistenza di resti sommersi della villa.

Villa romana della Foce - Foto FAI
Villa romana della Foce – Foto FAI

Tre ambienti, quelli che oggi conservano i muri di maggiore altezza erano stati reimpiegati forse già dal XVII secolo per la costruzione di una casa rurale. Gli scavi e le ricerche sulla villa furono ripresi da N. Lamboglia nel 1937 e proseguirono nel 1962-63 sempre ad opera del Lamboglia dopo che l’area della villa era stata acquisita dal Ministero e dal Comune di San Remo. Venne così demolita la casa rurale e furono portati in luce una serie di altri vani. Più recentemente indagini subacque condotte dalla Soprintendenza hanno permesso di accertare che i presunti ruderi sommersi nel tratto di mare antistante alla villa sono in realtà degli affioramenti rocciosi naturali.

La villa di Foce appartiene con tutta probabilità alla tipologia delle ville marittime, grandi residenze extra-urbane, dislocate in prossimità del mare. Al momento, sono visibili 12 ambienti: l’insieme del bagno (balneum) della villa, destinato all’uso esclusivo del proprietario; gli ambienti di riposo, affacciati sullo spazio aperto antistante, forse trattato a giardino; un vano di servizio connesso al funzionamento delle terme; il cortile scoperto; la latrina. In alcuni ambienti del bagno si conservano vari elementi dell’impianto di riscaldamento. Allo stato attuale della ricerca, è possibile proporre per la villa una datazione iniziale al I secolo d. C. sulla base della tipologia degli impianti di riscaldamento e per i reperti ceramici rinvenuti, dati per altro in accordo con la tecnica in opera cementizia con paramento in blocchetti rettangolari di arenaria e calcare (petit appareil), usata per la costruzione. I reperti ceramici, inoltre, ci testimoniano della continuità di uso di questo edificio sino al V – VI secolo d. C.

Luoghi di cultura di Sanremo

9 Palazzo Borea D’Olmo

Palazzo Borea d’Olmo è  uno dei più importanti edifici barocchi della Liguria occidentale. Fu costruito a più riprese a partire da un nucleo tardomedievale e assunse l’attuale fisionomia in piena epoca barocca, tra XVII e XVIII secolo. L’edificio è stato ininterrottamente abitato da membri della famiglia Borea d’Olmo, di origini venete, e di antico lignaggio, che la elesse a propria abitazione privata e da cui prese il nome. Dopo la graduale alienazione delle circostanti superfici a giardino, si trova attualmente ad essere direttamente prospicente, verso sud sulla via Matteotti, corso principale della città.

I prospetti sono qualificati da un ampio cornicione di tipologia rinascimentale, che si armonizza con la decorazione barocca-manieristica. Sulle facciate sud e ovest si notano due bellissimi portali in marmo (con i portoni originali in legno, foderati in ferro a lamine borchiate) sormontati dalle statue marmoree della “Vergine con il Bambino” (prospetto) e del “S. Giovanni Battista” (lato via Cavour), opera dell’artista fiorentino Fra Giovanni da Montorsoli (1507-1563), in gioventù allievo prediletto e aiutante di Michelangelo e uno degli scultori della `scuderia Doria?, operante nel Palazzo del Principe a Genova. L’atrio monumentale, di puro stile genovese, presenta colonne e balaustre in marmo, una breve scalinata e un armonico gioco di volte.

All’interno i locali che ospitano il Museo al secondo piano sono arricchiti da affreschi e inserimenti decorativi attribuibili al pittore Maurizio Carrega (1737 – 1818). Le volte dei saloni recano affreschi tardosecenteschi di Giovanni Battista Merano. Da notare all’interno, una minuscola cappella con altare marmoreo, con una statua della Vergine Immacolata avvicinabile allo scultore Giacomo Antonio Ponsonelli. Il Palazzo ha condiviso per più secoli le vicissitudini della storia locale. Ha ospitato una lunga serie di Principi, di sovrani e di uomini illustri: dalla regina Elisabetta di Spagna, al re Carlo Emanuele III, al pittore Jean-Honoré Fragonard, al papa Pio VII, al principe Filippo di Edimburgo.

Palazzo Borea d'Olmo - Foto Adriano Maini
Palazzo Borea d’Olmo – Foto Adriano Maini

10 Museo civico di Sanremo

Il Museo Civico, nato inizialmente come Museo Archeologico, ha sede al secondo piano di Palazzo Borea d’Olmo, negli splendidi ambienti della prestigiosa dimora, arricchiti da opere di Bernardo Strozzi, Giovanni Battista Merano, Maurizio Carrega. Dal 1988 si articola in tre sezioni distinte: archeologica, artistica (pinacoteca) e storica (raccolta di cimeli garibaldini).

La sezione archeologica, la più consolidata, istituita nel 1972 e supportata dalla mostra didattica permanente “L’uomo e l’origine della civiltà in Liguria”, raccoglie le più antiche testimonianze rinvenute nel territorio sanremese e nel suo comprensorio, dal paleolitico e dall’età del bronzo fino al periodo romano. La Pinacoteca ospita una pregevole raccolta di dipinti e sculture provenienti da lasciti ed acquisizioni. La più rappresentativa è la collezione di dipinti e stampe donata dal poeta Renzo Laurano, pseudonimo di Luigi Asquasciati (1909-1986), scelta di paesaggi, ritratti e soggetti religiosi dal Seicento all’inizio del ‘900, D. Fiasella, C. Giuseppe Ratti, G Grosso. Di recente formazione è la sala dedicata ad artisti che hanno operato tra Otto e Novecento, da Edward Lear ad Antonio Discovolo e Antonio Rubino. Completano l’esposizione una serie di sculture di autori dei primi del ‘900 (Vincenzo e Nello Pasquali, Franco Bargiggia) e una sala dedicata all’arte contemporanea (dipinti di Cesi Amoretti, Giannetto Fieschi ecc.). Nella Camera degli Stucchi la sezione storica espone offre testimonianze della storia cittadina e un’importante raccolta di cimeli garibaldini appartenuti alla nobildonna inglese Caroline Phillipson.

Interno Museo Civico di Sanremo
Interno Museo Civico di Sanremo

11 Collezione scientifica

La collezione scientifica di antichi strumenti di fisica e geodesia è stata studiata, catalogata su supporto informatico e recuperata con il concorso del Museo di Fisica del D.I.F.I. – Università di Genova (nel periodo 2006-2007), nell’ambito del progetto di salvaguardia e valorizzazione della strumentazione storico-scientifica esistente presso scuole e altre istituzioni culturali della Liguria, sostenuto e finanziato dalla regione Liguria (Assessorato alla Cultura). Gli strumenti catalogati sono 94. La maggior parte degli strumenti risale ad un periodo che va dalla seconda metà alla fine del XIX secolo. Con la valorizzazione di questo patrimonio, l’I.I.S. “Colombo” di Sanremo si propone di organizzare iniziative di diffusione della cultura scientifica rivolte soprattutto ai giovani e agli studenti della scuola secondaria del Ponente ligure. La collezione comprende altresì raccolte mineralogiche, di scienze naturali e alcuni modelli anatomici.

12 Pinacoteca Rambaldi, Villa Luca

Istituita nel 1866, la Raccolta Rambaldi, comprendente la quadreria e la biblioteca, trova la sua origine nel lascito della biblioteca e della raccolta di stampe che il sacerdote Paolo Stefano Rambaldi (1803-1865) destinò alla sua morte al Comune natìo della Colla, oggi Coldirodi, frazione del Comune di Sanremo. Attualmente la Pinacoteca si compone di un centinaio di opere pittoriche, dal XV al XIX secolo.

Tra di esse spiccano la Madonna con il bambino attribuita a Lorenzo di Credi (bottega del Verrocchio), la Sacra Famiglia di Frà Bartolomeo della Porta, oltre a pregevoli dipinti di Aurelio Lomi, Salvator Rosa, Michele Rocca, Jacopo Ligozzi e a numerosi altri esempi delle maggiori scuole pittoriche italiane. La collezione è strettamente connessa all’ambito sociale e culturale della Firenze dell’Ottocento, dove Rambaldi fu per quasi dieci anni, sino al 1849, rettore del seminario Maggiore Arcivescovile. Il gusto del sacerdote non fu peraltro del tutto alieno dall’interesse per autori più recenti, pur sempre legati a canoni classici quali Anton Raphael Mengs e Antonio Morghen, e autori di gusto classicheggiante quali l’ungherese Karoly Marko il Vecchio.

Annessa alla quadreria, la Biblioteca conserva più di cinquemila volumi, tra cui preziosi incunaboli, cinquecentine e rari manoscritti raccolti dal sacerdote. Il trasferimento della raccolta avvenuto nel 2006 dai modesti locali dell’ex- sede comunale di Coldirodi ai grandi spazi restaurati di Villa Luca, sempre a Coldirodi, ha mantenuto il legame tra biblioteca e quadreria e conservato il carattere proprio della raccolta.

Interno Pinacoteca Rambaldi
Interno Pinacoteca Rambaldi

13 Museo del gabinetto di fisica del Liceo classico Cassini

Il più antico Istituto di studi Superiori della provincia ed uno dei pochi Licei centenari in Italia: fondato a Nizza nel 1860, quando il Regno di Sardegna si estendeva sino al Var, in quello stesso anno fu trasferito a Sanremo, perché fosse italiano dopo la cessione alla Francia di questa città. Si tratta  dell’unico Liceo che, nell’ambito della provincia di Imperia, offre l’accesso a un’ ampia gamma di indirizzi, arricchita anche da diverse sperimentazioni in atto.

L’impronta scientifica del Liceo viene attestata dal Gabinetto di Fisica dove si raccolgono nel tempo preziosi strumenti, di fine fattura, per eseguire esperimenti; a riprova di ciò la cronaca riporta che il laboratorio fu utilizzato anche da Alfred Nobel durante il suo soggiorno sanremese. Attualmente, con la proficua collaborazione del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova e con il sostegno della Regione Liguria, l’originaria raccolta è divenuta un Museo aperto al pubblico, oltre che occasione di approfondimento per gli studenti e di quanti sono appassionati della scienza.

Liceo Classico Cassini - Foto Riviera24
Liceo Classico Cassini – Foto Riviera24

14 Dove dormire a Sanremo

Sanremo offre una buona ospitalità alberghiera ed extra alberghiera. Essendo una località di villeggiatura da anni è abituata al “culto dell’ospite”. A Sanremo è possibile trovare centinaia e centinaia di offerte di ospitalità.

Grand Hotel & des Anglais a Sanremo
Grand Hotel & des Anglais a Sanremo

Mappa di Sanremo, Imperia

Informazioni utili

Sanremo cosa fare


 Se vuoi rimanere aggiornato sulla destinazione SANREMO iscriviti alla nostra newsletter

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*