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Cose da fare e vedere a Lugano

Lugano è la città più importante e mediterranea del Canton Ticino se ne sta adagiata in una splendida baia, che si incunea tra il Monte San Salvatore e il Monte Bré.

Lugano e lago - Foto di Santiago Imperatrice
Maurizia Ghisoni
5 min di lettura

Raggiungere Lugano, con il suo splendido lago e la sua cornice di monti punteggiati di vegetazione dai colori intensi e rilassanti, non è così difficile. La cittadina del Canton Ticino, in Svizzera, che riconosce la lingua italiana come idioma ufficiale, è una meta turistica molto ambita.

Ma l’intero comprensorio è molto interessante sia da un punto di vista naturalistico e sia da quello delle tradizioni. A Lugano, gli italiani, e soprattutto i lombardi, vengono volentieri per la gita domenicale, per lustrarsi gli occhi davanti a vetrine scintillanti, assaporare l’atmosfera dei quartieri vecchi e nuovi, fare romantiche gite in battello o salire in funicolare al Monte San Salvatore o al Monte Bré, da dove il panorama è fantastico.

Cosa vedere a Lugano

Quattro passi nella città vecchia consentono di ammirare la duecentesca Cattedrale di San Lorenzo, che subì diversi rimaneggiamenti tra il XIII e il XV secolo (la facciata, per es., è in stile rinascimentale lombardo) e Piazza della Riforma, che ne sono i punti nevralgici. La contigua Piazza Rezzonico si apre generosamente sul lago, proprio di fronte all’imbarcadero ed è dominata dalla mole ottocentesca del Palazzo del Municipio. La passeggiata può continuare nella celebre via Nassa, parallela al lungolago, il cui lato sinistro è orlato da portici; qui, gli amanti di orologi, gioielli e di tutto quanto è shopping di lusso hanno di che lustrarsi gli occhi e alleggerire il portafogli. La via conduce quindi a Piazza Luini, dove spunta la cinquecentesca Chiesa di Santa Maria degli Angioli, guarnita da uno svettante campanile romanico, che all’interno custodisce alcuni tra i più famosi dipinti di Bernardino Luini, allievo di Leonardo.

Lungo riva, Lugano
Lungo riva, Lugano

Lugano e l’arte

Gli amanti dell’arte possono fare una capatina al settecentesco Palazzo Riva, per ammirare i capolavori del Museo Cantonale d’Arte, che riunisce opere di artisti non solo ticinesi, ma anche elvetici e stranieri (Renoir, Carrà, Pissarro, Klee, Kandinskij, Degas, Sironi). O a Villa Favorita, nella frazione di Castagnola, dove si trova la collezione Thyssen-Bornemisza. Lugano, infine, è anche la città di Mario Botta, il cui genio architettonico lascia diverse tracce, tra cui la più conosciuta: l’edificio della Banca del Gottardo, al cui interno si annida anche una galleria d’arte.

Particolare del balcone di Palazzo Riva, Lugano
Particolare del balcone di Palazzo Riva, Lugano

Monte San Salvatore e Monte Brè

A Lugano, cittadina di poco più di 50.000 abitanti, sono diversi i luoghi di attrazione. Consigliamo una puntata al monte San Salvatore che, con il suo dirimpettaio Monte Brè, uno dei due monti che racchiudono il golfo di Lugano. “Dalle loro vette si gode uno splendido panorama. In entrambi i casi si tratta di mete interessanti per escursioni e per storia. Lo dimostra la vicenda della chiesetta che sorge in cima al San Salvatore, le cui origini risalgono ai primi del ‘200, quando il Vescovo di Como vendette i suoi beni sul Monte al Capitolo di Lugano.

Già in quei tempi sorgeva un’edicola, una piccola cappella più tardi trasformata in chiesa di piccole dimensioni, con un campanile e un porticato rosso. Ben presto iniziò la tradizione dei pellegrinaggi, specialmente nei giorni dell’Ascensione e di Pentecoste, con processioni di centinaia di persone oranti. Chi giungeva da lontano, pernottava vicino alla chiesa. Nel 1703 venne demolito il vecchio edificio per far posto, due anni dopo, alla nuova chiesa, grazie al volontariato delle donne di Pazzallo e Carabbia, che trasportarono fin lassù il materiale necessario.

La storia del Monte San Salvatore è contrappuntata di episodi curiosi. Si sa ad esempio che le genti dei villaggi vicini, tornando dal pellegrinaggio, erano solite sostare presso il collegio di Sant’Antonio a Lugano, dove veniva offerto loro del vino. Il che dette il pretesto anche a invasioni notturne.

Partendo dal Monte si verificarono anche episodi di contrabbando, stroncati dalla polizia austriaca nell’Ottocento. Dopo una serie di disastrosi temporali, nel 1859 vi venne installato il primo parafulmine, cui fece seguito una vasta opera di abbellimento della chiesetta e la costruzione di un rifugio-ospizio per ospitare i pellegrini. Per un certo periodo la gestione fu affidata a un fiorentino, il maggiore Siccoli, che progettò anche la costruzione di un albergo sull’esempio del Monte Generoso.

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