Castelfalfi in Toscana, presto un borgo solo per ricchi

Castelfalfi in Toscana diventerà un borgo solo per ricchi
Castelfalfi in Toscana diventerà un borgo solo per ricchi

C’era una volta la Toscana, la terra dell’arte, del buon cibo e delle dolci colline. C’era una volta Castelfalfi, un borgo toscano tanto amato da Benigni che ci ha girato Pinocchio.  C’era una volta la lingua di Dante dal suono mielato e non contaminato. Presto tutto questo potrebbe non esistere più, almeno a Castelfalfi dove, una società tedesca, ha intenzione di convertire questo borgo in una residenza per milionari. 

Il progetto di Castelfalfi
Nel 2007 la TUI, corporate tedesca che si occupa di viaggi, ha comprato l’intero borgo di Castelfalfi (frazione di Montaione), in provincia di Firenze, non molto lontano da Gambassi Terme. Fin da subito le intenzioni della società tedesca sono state orientate alla trasformazione di Castelfalfi in un luogo per pochi. Da allora non si è andati oltre il progetto anche per l’avversione (tra l’altro molto scontata) dei cittadini e degli ambientalisti. Castelfalfi dovrebbe ospitare tre villaggi, due alberghi di lusso con tanto di SPA. L’intero progetto prevede la ristrutturazione di 160 appartamenti, la realizzazione di un centro congressi, la risistemazione e ampliamento del campo da golf, la riattazione di 26 casali. A regime il progetto prevede di dare lavoro a circa 250 persone. Martin Schlüter, CEO della società che porterà avanti il progetto, da diverso tempo ha preso alloggio, con la sua famiglia, in questo delizioso luogo ed ha imparato la lingua di Dante con bravura.

Lo scopo era quello di convincere la gente del luogo, scettica e timorosa, della bontà del progetto. La sua permanenza in questo luogo a via via scardinato i dubbi di molti residenti in zona che, davanti ad allettanti nuovi posti di lavoro, stanno cedendo all’idea della memoria e dei ricordi.

Da una parte la società tedesca garantisce che i dubbi devono essere in tutti i modi fugati perché l’operazione ha già fondi disponibili e neppure la crisi economica, che ha comunque rallentato l’operato, potrà in alcun modo bloccare il progetto.

Dall’altra parte rimangono comunque i dubbi in chi, da queste parti, preferisce pur sempre ascoltare la lingua di Dante, ammirare le bellezze del borgo non contaminato dal cemento, sentire gli odori della terra toscana con nessuna influenza teutonica. Come biasimarli!

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Informazioni su Anna Bruno 351 Articoli
Anna Bruno è giornalista professionista, muove i suoi primi passi come cronista a “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), tra i quali “Viaggi e Sapori” e “Gente Viaggi” e i maggiori magazine di tecnologie. Nel 1998 fonda l’agenzia di comunicazione e Digital PR “FullPress Agency” che edita, dal 2001, FullTravel.it, magazine di viaggi online e VerdeGusto, magazine di food & wine, dei quali è direttore responsabile. Appassionata di fuori rotta, spesso si perde in nuovi sentieri, tutti da esplorare. È autrice di “Chat” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Viaggiare con Internet” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Comunità Virtuali” (Jackson Libri, Milano, 2002), “Digital Travel” (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020),  “Digital Food”  (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020) e dell’e-book “Come scrivere comunicati efficaci”. È delegata dei giornalisti di viaggio delle Marche-Umbria-SUD del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Digital Travel & Food Specialist, relatrice in eventi del settore turistico e food e docente in corsi di formazione.

3 Commenti

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