Borghi abbandonati, Roscigno si racconta

L'Italia nasconde paesini particolari e carichi di mistero: molti sono infatti i borghi abbandonati le cui mura, però, saprebbero ancora raccontare storie antiche.

Roscigno Vecchia è uno di questi, nel Cilento. Sarà proprio per il fatto di essere disabitati, sarà perchè si tratta di luoghi lontani dalle mete turistiche gettonate o semplicemente conosciute, ma questi borghi conservano caratteristiche urbanistiche peculiari e intatte che contribuiscono ad aumentare il fascino dei tempi che furono.
Ne è un esempio lampante Roscigno Vecchia, cittadina in provincia di Salerno la cui parte più antica è ormai disabitata. Roscigno ha origini che si perdono nella notte dei tempi ma ha patito le avverse condizioni territoriali tanto che, dopo una rovinosa frana, la popolazione si è trasferita più a monte, abbandonando il borgo millenario.
Praticamente sparita dai circuiti di passaggio e del turismo, Roscigno Vecchia sta conoscendo da qualche anno nuova vita grazie agli sforzi della Pro Loco e della Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici; inoltre, per tessere la trama di una storia millenaria, Maria Laura Castellano – storico dell’arte – sta dedicando i suoi studi da un quarto di secolo alla cittadina abbandonata.
Incartamenti, documenti ufficiali, foto affettuosamente conservate dagli emigranti sparsi nel mondo, testimonianze dirette degli anziani allora bambini: un bagaglio di voci e parole corredate da bellissime immagini che hanno portato ad una ricostruzione storica della vita di Roscigno prima dello spopolamento, oltre che ai motivi concreti che ne hanno decretato lo status reale di borgo abbandonato.
Perchè ve ne sia traccia, la Castellano ha scritto un libro dal titolo Il Paese Vecchio e il Paese Nuovo. Storia di Roscigno e dei suoi trasferimenti. Il volume verrà presentato il 12 settembre 2009 alle 18:30 in Piazza Nicotera, a Roscigno Vecchia (Salerno).
Lungi dall’essere un borgo dimenticato, questo paese, sebbene svuotato, continua a vivere nei ricordi di chi l’ha vissuta, nei sentimenti contrastanti di chi l’ha dovuta lasciare, nelle mura diroccate ma ancora presenti a testimoniare quanta vita ci sia stata e quanta voglia di riscoprirla si sta facendo sempre più largo tra i roscignoli e i cilentani.

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