Blog di viaggio e l’insidia del marketing

Blog di viaggio
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Qualche giorno fa, esattamente lo scorso 22 luglio, ho festeggiato un anno di vita di questo blog. I lettori che mi seguono da tempo e quelli meno assidui che arrivano dal magazine di viaggio FullTravel che dirigo e che ospita questo blog, si sono fatti oramai un’idea del taglio editoriale dei miei post, pubblicati quotidianamente (ad eccezione di festivi e fine settimana). 

Per lavoro e diletto mi imbatto spesso in blog di viaggi. Sebbene molte mie fonti siano internazionali, mi capita soventemente di leggere post in blog di viaggi italiani. Lungi da me dal volere sminuire il lavoro dei blogger made in Italy ma, in moltissimi casi, mi trovo di fronte a post in odore di marketing o, peggio ancora, sfacciatamente dal sapore di una “marchetta”.

Per chi non conoscesse il significato di “marchetta” molto usato in campo editoriale, si intende un articolo, post o testo, dall’apparenza innocua ma che cela, nel contenuto, una pubblicità. Ci sono “marchette” e  “marchette”, è vero. Alcune si presentano a mo’ di consiglio (falso), altre più spudoratamente, sia per incapacità del blogger e sia per natura del testo, nascondono in modo poco efficace il messaggio pubblicitario.

Ed allora? Il problema è che nel mondo del marketing o del web marketing, spesso il post viene inteso come spazio testuale (amato dai motori e dagli utenti) dove poter decantare tutte le bellezze dell’hotel Belvedere (è un mero esempio) o del Ristorante Margherita (altro esempio).  E così, grazie a questi giochi di prestigio, all’utente viene dato in pasto quello che si vuol vendere e non quello che si vuol condividere.

Scrivere sulle bellezze di alcune destinazioni piuttosto che su una bella struttura turistica, sia chiaro, non è reato. Purché l’elemento sia davvero dettato dalla voglia di proporre qualcosa di interessante che, in nessun modo, deve essere guidato dal colore del denaro a meno che si informi l’utente che quello che sta leggendo è un messaggio pubblicitario.

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3 Commenti

  1. Caro autore del post (perdonami ma non conosco il tuo nome) mi trovo pienamente d’accordo con te. Per la rete ci sono numerosi blog di viaggio che pubblicano contenuti markettari. Io sono contro questa pratica per due motivi. 1) Desidero che il mio blog contenga solo informazioni genuine. Per le pubblicità ho creato degli appositi spazi banner, quindi che utilizzassero quelli 🙂 2) Non intendo perdere per nessun motivo la fiducia riposta in me da parte dei lettori.

    Da quanto ho capito che alcuni travel blog sono markettari non li seguo più, tra l’altro non stimo e rispetto più nemmeno il relativo travel blogger. Seguo da diversi mesi il tuo blog, un bel lavoro, complimenti. Saluti Nicola.

  2. Ciao ViaggiatoriLowCost. Il mio nome è Anna e tutti i post presenti su questo blog hanno sempre il nome Anna accanto all’autore (Scritto da Anna in fondo al post). Inoltre, per eccesso di zelo, in alto a sinistra a tutti i post e alle pagine del sito, c’è anche il mio profilo (chi è Anna Bruno). In ogni caso, sono il direttore responsabile di FullTravel e nella vita svolgo la professione di giornalista. Grazie per aver lasciato il tuo prezioso contributo su questo blog e grazie per aver scelto il mio blog. Anna

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