A Reggio Calabria il "Bergamotto Art Festival"

Due  giorni di grande musica e di interessanti appuntamenti culturali, a Reggio Calabria, per "Bergamotto Art Festival".

Reggio CalabriaReggio Calabria - Foto Jonny Wild

La Fondazione Giuseppe Marino, realtà cittadina da anni molto attiva in ambito culturale, ha la paternità dell’ideazione e organizzazione del “Bergamotto Art Festival”, la cui prima edizione si svolgerà il prossimo anno e che, per tutta la sua durata trasformerà, simbolicamente, la Città dello Stretto nella “Capitale del Mediterraneo”.

L’anteprima del Bergamotto Art Festival

In attesa di conoscerne i dettagli nei prossimi mesi, mercoledì 13 e giovedì 14 settembre sarà proposta una ricca anteprima che offrirà al pubblico un assaggio dell’evento, realizzato con il patrocinio istituzionale e con il contributo del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, diretto artisticamente da Antonio Marino.

“Il Bergamotto, oro giallo del reggino, ha ispirato la creazione di questo festival, che declinerà varie forme di innesti espressivi tra musica, parole, profumi e immagini, in una delle città simbolo del Sud Italia che custodisce tesori inestimabili di cultura e civiltà” – ha reso noto Antonio Marino. “Nelle nostre intenzioni c’è quella di realizzare una vera e propria festa per esaltare la ricchezza culturale della nostra regione, del Sud Italia e, in qualche modo, dell’intero bacino del Mediterraneo, al fine di trasformare Reggio Calabria in un crocevia di scambi culturali: arriveranno scrittori, poeti e musicisti che racconteranno ognuno  il proprio Sud fatto dei paesaggi e dell’umanità che li abita”.

Ci saranno, dunque, parole e canti e, al contempo, immagini e musiche, fatte di note antiche e contemporanee, che restituiranno al pubblico il viaggio di ricerca di questi artisti verso la bellezza.

La due giorni

La “due giorni” di anteprima verrà aperta da un Tavolo Tecnico Istituzionale per la promozione e valorizzazione del Bergamotto, in programma mercoledì 13 settembre alle ore 18 presso Palazzo Alvaro. Per l’occasione, verrà proiettato “Adduri”, foto-racconto a firma di Gianfranco Ferraro (fotografo vibonese da anni residente a Milano esperto di fotografia antropologica), testimonianza di una natura selvaggia, dell’adduri di Calabria, dei frutti, della terra, del mare, che avranno come colonna sonora la straordinaria musica del famoso violinista  Lino Cannavacciuolo.

In serata, invece, a partire dalle ore 21.30, nell’incantevole scenario naturale dell’Arena dello Stretto si riderà nel segno di Zelig con la simpatia e la bravura di Antonio Caracciolo (attore professionista scoperto da Vittorio Gassman – con cui ha debuttato in TV ne “Il Mattatore” nel 1999 – che ha recitato in teatro diretto da Mario Ferrero, Franco Branciaroli, Enrico Maria Lamanna, Alessandro Haber, Flavio Bucci, Nikolay Karpov etc., ha partecipato a numerose fiction televisive di successo e preso parte a film di registi del calibro di Carlo Vanzina, Stefano Marcucci e Pupi) e del giovanissimo talento reggino Santo Palumbo, calciatore mancato che, grazie alla sua innata abilità alle vendite commerciali e al suo indiscusso talento artistico ha saputo conquistarsi un ruolo importante nel panorama nazionale del cabaret (ha partecipato, tra l’altro, insieme a Roberto Aloisio con il progetto “Vai & Vieni” al prestigioso Festival Nazionale del Cabaret di Torino nel 2007).

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A seguire, poi, la prima delle due produzioni originali pensate per l’evento: “Mediterraneo Donna: Atene, Cartagine, Reggio Calabria”, che celebrerà in scena l’incontro di quattro straordinarie voci femminili provenienti dall’area mediterranea: la napoletana Barbara Bonaiuto (da oltre vent’anni voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore), la tunisina M’Barka Ben Taleb (già collaboratrice di Eugenio Bennato, Tony Esposito, Mariella Nava, Gigi Finizio ecc. e protagonista, in qualità di cantante, del film “Gigolò per caso” che vede nel cast Woody Allen, Sharon Stone, John Turturro, Sofía Vergara e Vanessa Paradis), la greca Marina Mulopolos (dotata di un talento raro, canta e scrive lavori in cui si fondono la forza della sua terra d’origine, la Grecia, il suo vissuto in Italia e il blues di tutto il mondo che ha ascoltato ed ha all’attivo svariate collaborazioni, tra cui quelle con Almamegretta, Autobam, Acustilak e Malfunk) e la reggina Marinella Rodà (cantante folk sempre impegnata nella valorizzazione delle  tante  culture di cui  la nostra terra è figlia, che ha all’attivo il cd “Traguda”,  termine grecanico che in italiano significa “Canta”).

Il giorno successivo (giovedì 14 settembre), invece, alle ore 21 presso l’Arena dello Stretto Franco Arminio, inventore della “paesologia”, scrittore e poeta (vincitore di importanti premi quali il “Premio Napoli”, il “Premio Carlo Levi” e il “Premio Volponi”, collaboratore de “Il Manifesto” e de “Il Fatto Quotidiano”, animatore del blog “Comunità Provvisorie” e definito da Roberto Saviano  “uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato”), presenterà al pubblico la sua raccolta di poesie sull’amore e sul paesaggio contenute in “Cedi La Strada Agli Alberi – Poesie di Amore e di Terra”, l’ultimo suo libro uscito quest’anno e già alla sua terza ristampa.

“Il Canto dei Tamburi”, uno straordinario concerto pensato apposta per il festival dal direttore artistico del Bergamotto Art Festival, chiuderà, poi, a partire dalle ore 22, la ricca “due giorni” di anteprima dell’evento.

L’arcaicità dei ritmi delle percussioni sarà protagonista insieme al talento e all’estro dissacratorio della voce di Peppe Barra, artista straordinario che da più di quarant’anni unendo musica e teatro, in continua oscillazione tra tradizione e innovazione, incarna, per così dire, “le mille e una resurrezione” dell’animo partenopeo attraverso le “possessioni” mimico-gestuali della sua maschera e le qualità formidabili della sua voce.

Un progetto che parte dal Sud Italia e volge lo sguardo a terre e culture diverse, con protagonisti alcuni musicisti che si sono contraddistinti nello studio della tradizione e nell’utilizzo di strumenti tipici dei loro paesi e che hanno saputo anche tracciare percorsi innovativi seguendo l’evoluzione del linguaggio musicale contemporaneo: Nando Brusco (voce e tammorra – Calabria), Paul Dabirè (percussioni – Burkina Faso), Pino Basile (percussioni – Puglia), Ugo Maiorano (tammorra – Campania), Paolo Del Vecchio (chitarra e bouzuki), Luca Urciuolo (pianoforte e fisarmonica), Sasà Pelosi (basso acustico), Alex De Carolis (flauti) e Ivan Lacagnina (percussioni).

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