5 indicatori di web marketing obsoleto

marketing obsoleto
marketing obsoleto

Mantenere un piano di marketing sempre attuale, non è un’operazione semplice. Il web marketing, poi, presuppone rapide scelte ed iniziative. Freye Robyn è un’esperta di marketing che ha evidenziato come è possibile riconoscere l’obsolescenza del marketing da 5 segnali. Analizziamo insieme i 5 punti.

  1. 1. Non ricordi cosa c’è sul sito
    Se non sei in grado di parlare dei dettagli del sito che hai lanciato, significa che è da un po’ di tempo che non lo visiti e non contribuisci all’aggiornamento. La maggior parte dei marketer arrivano al lancio di un sito dopo una serie di riunioni estenuanti. Subito dopo il lancio, però, incominciano già a pensare al piano successivo. Incredibilmente il sito appena lanciato diventa obsoleto. Gli aggiornamenti di un sito vanno oltre i contenuti e le offerte, devono essere costanti nel tempo al fine di conservare una certa freschezza. Questo significa che bisogna inserire nuove immagini, migliorare la struttura, rinfrescare i contenuti, aggiornare le tecnologie e, se c’è la necessita, realizzare nuove pagine. Altri indicatori che il sito non è aggiornato sono alcune componenti grafiche (lampadine ad intermittenza, etc.) , la mancanza di barra di navigazione, l’impossibilità di visitare il sito da un iPhone o iPad.
  2. Non ricordi i dati di accesso di Facebook o altri social network
    Hai dimenticato i dati di accesso di Facebook, Twitter o altri social network. Anche se le pagine fan o le altre pagine aziendali hanno un buon numero di utenti, la mancanza di interazione con essi fa perdere tutto il valore del social network. Non è servito a nulla costruire una buona reputazione sui social se questa credibilità non è rinforzata dall’interazione fra te e il consumatore. Per stare al passo con i tempi bisogna considerare i social come porta di ingresso dei consumatori. Anche se i social non genereranno il ROI dei canali tradizionali questo non indica che non generano valore.
  3. Hai perso posizioni quando Google ha lanciato Google Places
    Se hai perso molte posizioni quando Google ha lanciato Google Places nel corso del 2010, questo indica che la tua strategia SEO non tiene conto delle localizzazioni. La maggior parte degli aggiornamenti di Google del 2010 sono andati verso le inserzioni locali. Per rimanere aggiornati è necessario concentrarsi su queste modifiche importanti di Google cercando di ottimizzare il sito alla stregua del motore di ricerca soprattutto se si è calati in modo sostanziale nelle SERP. Google effettua centinaia di modifiche all’anno che bisogna seguire per non rimanere troppo dietro mentre le concorrenza si organizza.
  4. La ricerca a pagamento dirige il traffico verso la home page
    Un segno che la tua ricerca a pagamento è obsoleta potrebbe essere indicata dalla direzione del traffico verso la home page e non verso landing page appositamente studiate. Gli utenti che giungeranno sul sito potrebbero lasciarlo in tempi rapidissimi (frequenza di rimbalzo)  poiché la pagina di destinazione non è pertinente alle aspettative.
  5. Non utilizzi il targeting comportamentale
    Molti studi hanno dimostrato che gli utenti vogliono annunci mirati che riguarda la propria sfera personale. L’aggiunta di targeting comportamentale ad una campagna aumenterà di gran lunga la pertinenza dell’annuncio andando a rafforzare il tasso di conversione e le attività di branding. E’ vero pure che molti utenti non amano “trovarsi nudi” in un annuncio e il remarketing per certi versi mostra questa problematica. Bisogna trovare il giusto compromesso ed usare il targeting comportamentale solo al momento giusto e nel posto giusto.
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