4 motivi per non vendere su Facebook

4 motivi per non vendere su Facebook
4 motivi per non vendere su Facebook

Volendo fare le pulci, sono abbondantemente più di 4 i motivi per cui non vale la pena fare commercio sulla piattaforma Facebook. In un articolo del blogger Erik Sherman, ripreso  liberamente, ci sono 4 perché gli utenti di Facebook non sono dei buoni clienti.

Per molte aziende comprare i fan per poi vendere sulla piattaforma di Mark Zuckerberg è molto semplice. In fondo Facebook dichiara di avere oltre 800 milioni di utenti attivi e su una quantità così elevata, per la legge dei grandi numeri, vendere servizi o prodotti non dovrebbe fare la differenza.

Eppure alcuni negozi online hanno chiuso battenti su Facebook sancendo, di fatto, l’inconsistenza della forza di Facebook commerce. Ad eccezione di alcuni settori, come la musica e i giochi online, Facebook commerce sta consegnando risultati poco lusinghieri. Eppure ci sono corporate del settore viaggi che stanno incrementando le azioni di vendita su Facebook, commettendo un grande errore. Vediamo i motivi per cui l’e-commerce su Facebook è una cattiva idea per la maggior parte delle aziende.

  1. La gente non va su Facebook per acquistare

Facebook non è un centro commerciale. Quando le persone si recano in un centro commerciale sono ben consce di andare in un luogo dove si fanno acquisti e, ad un primo obiettivo di spesa, possono inserire tranquillamente altri. Facebook non è un luogo di questo genere, è un posto sociale dove la gente va per socializzare e divertirsi. Nonostante ci sia un numero enorme di persone, la gente non è lì per lo scopo di acquisto.

  1. I risultati non sono incrementali

E’ evidente che le vendite su Facebook sono cannibalizzate e non ci sono vendite incrementali. In buona sostanza, finito il budget a disposizione, si ritorna nel solito limbo senza aver portato con sé nessun valore. E allora perché investire su Facebook e non sul proprio sito con campagne di sconto  per i propri utenti?

  1. Trust

Secondo alcuni studi, la gente è restia a fare compere su piattaforme di social network. La preoccupazione maggiore è la tutela della privacy e della sicurezza.

  1. Piccoli orizzonti

Un’azienda ha la possibilità di fare ciò che vuole sul proprio sito, mentre su Facebook gli spazi sono standard e molto limitati. I prodotti mostrati su Facebook, per questo motivo, sono abbastanza circoscritti rispetto a quelli del sito ufficiale.

Infine, perché inviare i propri utenti/clienti su Facebook quando il proprio sito potrebbe accogliere con azioni di marketing anche originali, rispetto allo standard della piattaforma di Zuckerberg, i propri utenti.

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Informazioni su Anna Bruno 351 Articoli
Anna Bruno è giornalista professionista, muove i suoi primi passi come cronista a “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), tra i quali “Viaggi e Sapori” e “Gente Viaggi” e i maggiori magazine di tecnologie. Nel 1998 fonda l’agenzia di comunicazione e Digital PR “FullPress Agency” che edita, dal 2001, FullTravel.it, magazine di viaggi online e VerdeGusto, magazine di food & wine, dei quali è direttore responsabile. Appassionata di fuori rotta, spesso si perde in nuovi sentieri, tutti da esplorare. È autrice di “Chat” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Viaggiare con Internet” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Comunità Virtuali” (Jackson Libri, Milano, 2002), “Digital Travel” (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020),  “Digital Food”  (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020) e dell’e-book “Come scrivere comunicati efficaci”. È delegata dei giornalisti di viaggio delle Marche-Umbria-SUD del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Digital Travel & Food Specialist, relatrice in eventi del settore turistico e food e docente in corsi di formazione.

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