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Mantova e il Palazzo Te

I mantovani la chiamano da sempre “la bella addormentata” perché né i suoi palazzi monumentali né il suo grande patrimonio artistico ne hanno mai risvegliato la vita intellettuale.

Palazzo Te foto di massimo vicinanza
Palazzo Te foto di massimo vicinanza

Ma le cose sono cambiate e per il quinto anno consecutivo a Mantova, cinquantamila anime e fra i primissimi posti come reddito pro-capite e qualità della vita, si organizza il bel Festivaletteratura, una “quattro-giorni” di incontri di letteratura, musica e teatro, una vera e propria “sagra del divertimento intelligente”. L’anno scorso la manifestazione ha visto la partecipazione di ben 32.000 persone e si è conclusa con un intervento dello scrittore Umberto Eco.

Il Palazzo Te é una villa residenziale bassa e a pianta quadrata, costruita fra il 1525 e il 1526 dall’architetto Giulio Romano su incarico di un ricco e illuminato possidente terriero, Federico II Gonzaga, figlio d’Isabella d’Este. La dinastia dei Gonzaga ha governato Mantova fino al 1707 portandola al suo massimo splendore, tanto da diventare uno dei più importanti centri del Rinascimento europeo. Oltre al progetto della villa Federico incaricò l’architetto Romano anche di decorare gli interni della residenza. Ci vollero circa dieci anni per completare il lavoro. Soffitti a volta affrescati o in legno dorato, grottesche e stucchi, affreschi, medaglioni, abbellimenti con conchiglie e mosaici, formelle di stucco.

Alla realizzazione dell’opera contribuirono anche i grandi artisti dell’epoca, come Andrea Mantenga che dipinse la Camera degli Sposi della villa. Ogni stanza è un’opera d’arte che lascia stupefatti. Seguendo un itinerario tematico si passa dalla sala del Sole a quella di Amore e Psiche, dalla camera delle Aquile o di Fetente al salone dei Cavalli. Per giungere a quella più spettacolare e nota, la sala dei Giganti, decorata con un affresco che raffigura la vittoria di Giove sui Titani. L’opera è stata dipinta da Giulio Romano come in uno spazio continuo, sferico, senza nessuna separazione fra le pareti, la volta e il pavimento, riuscendo a realizzare una straordinaria realtà virtuale nella quale il visitatore sembra essere totalmente immerso. 

Pubblicato il: 15 agosto 2003
Proposta di viaggio inserita in: Reportage

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